I Comuni di Pietracamela e Fano vogliono comprare gli impianti

28 Dicembre 2021

La decisione annunciata nel corso di un consiglio congiunto delle due amministrazioni I sindaci Villani e Servi: «Regna l’incertezza, noi ci candidiamo e chiediamo fondi alla Regione»

PIETRACAMELA. I Comuni di Pietracamela e Fano Adriano si candidano come acquirenti degli impianti di Prati di Tivo e Prato Selva e chiedono alla Regione le risorse per l'acquisto. È stato un consiglio comunale congiunto convocato in via straordinaria quello che si è svolto ieri nel municipio di Pietracamela.
Le due amministrazioni di Pietracamela e Fano Adriano guidate dai rispettivi sindaci Antonio Villani e Luigi Servi hanno deliberato a maggioranza, con l’astensione di due consiglieri di minoranza di Pietracamela e l’assenza di quelli di Fano, un atto pubblico in cui viene formalizzata alla Gran Sasso Teramano spa (Gst) la manifestazione di interesse ad acquisire gli impianti con la richiesta di revisione del bando di vendita aggiudicato definitivamente dalla Finori srl per un milione e 650mila euro che permetterebbe loro di rientrare nella partita e alla Regione Abruzzo le risorse necessarie per acquistare gli impianti che andrebbero a estinguere il debito della Gst che ammonta a un milione e 350mila euro. Il documento verrà inviato all’ente regionale e al liquidatore della Gst Gabriele Di Natale che porterà la manifestazione di volontà all’assemblea dei soci dopo che la vendita degli impianti aggiudicata definitivamente della Finori srl che doveva essere formalizzata lo scorso 30 settembre dinanzi al notaio è stata bloccata per il ricorso al Consiglio di Stato presentato dal Comune di Fano avverso la Gst e la successiva sospensiva della sentenza del Tar favorevole alla Gst. Quello che è uscito fuori dall’assise pubblica è la forte volontà del territorio di riappropriarsi delle proprie stazioni turistiche e di chiudere l’annosa situazione degli impianti. «Il nostro è un altro tentativo di risolvere civilmente la situazione perché è tutto bloccato, la liquidazione della Gst non va avanti e regna l'incertezza», hanno dichiarato Villani e Servi, «invieremo il nostro atto ufficiale e aspetteremo cosa ci risponderanno la Gran Sasso Teramano, la Provincia e la Camera di Commercio, i soci maggioritari, augurandoci di poter avere un sostanzioso aiuto finanziario dalla Regione».
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