I docenti del Milli: no all’accorpamento con l’istituto tecnico
L’ex magistrale contesta il piano proposto dalla Provincia e chiede di condividere la dirigenza con un altro liceo
TERAMO. «Non siamo d'accordo con questo accorpamento perché svilisce la nostra tipologia di scuola e la nostra tradizione umanistica». A dirlo sono i docenti del liceo "Milli", per voce della professoressa Giusy Di Gregoli, che contestano il nuovo piano di dimensionamento proposto dalla Provincia di Teramo, secondo il quale dal prossimo anno l'istituto liceale sarà accorpato con il "Pascal-Comi-Forti". Questo perché il "Milli"da solo, pur avendo avuto un incremento delle iscrizioni, non raggiunge la quota limite di 600 iscritti e si ferma a 586. Nella proposta fatta dall'ente provinciale, l'accorpamento con il "Pascal-Comi-Forti", che di studenti ne conta 478, risolverebbe il problema dei due istituti sottodimensionati, con una nuova dirigenza scolastica e la presidenza da assegnare al "Milli".
«Pensavamo di chiedere un incontro per proporre un diverso tipo di accorpamento con un indirizzo simile, ad esempio con un altro liceo, anche creando un polo liceale in centro storico», dice Di Gregoli, «o, al limite, aspettare ancora e chiedere un congelamento com'è stato fatto per il convitto nazionale Delfico. Non vogliamo proprio perdere la nostra fisionomia di liceo». I docenti, che hanno in programma un'assemblea per decidere la linea da seguire, hanno intenzione di far sentire la propria voce e, se necessario, si rivolgeranno alla Regione. «Non siamo assolutamente d'accordo ad essere trattati come numeri», conclude Di Gregoli, «nel piano di dimensionamento e nei tavoli tecnici nessuno ci ha coinvolto, neanche i sindacati. Sappiamo che i numeri ci servono per avere una presidenza e l'autonomia amministrativa, ma è pur vero che la tradizione del nostro liceo non ci consente di accettare una simile ripartizione».
Chiara Di Giovannantonio
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