I due asili nido restano pubblici

20 Maggio 2016

Lo ha deciso la maggioranza, ma tre consiglieri su cinque del Pd sono contro: «Non ci sono i soldi»

GIULIANOVA. La maggioranza ha votato, ieri sera, il mantenimento di entrambi i due asili nido (Le coccinelle e Arcobaleno) a gestione pubblica. Durante la votazione i consiglieri del Partito Democratico si sono divisi: Gabriele Filipponi, Valerio Rosci e Jurghens Cartone hanno votato per l’accorpamento dei due plessi in un’unica struttura (che avrebbe quindi permesso l’esternalizzazione dell’altra), mentre le due consigliere Federica Vasanella e Adalberta Chiodi si sono schierate con gli altri cinque consiglieri di maggioranza (i due di Civicamente e i tre della lista civica per Mastromauro) votando a favore del mantenimento di entrambe le strutture comunali. La battaglia portata avanti dal capogruppo di Civicamente Luigi Ragni fin dallo scorso anno si è dunque conclusa vittoriosamente.

Filipponi, segretario dell’unione comunale Pd, ha espresso le sue perplessità in una nota. «In virtù del decremento del numero delle iscrizioni dei bambini, passato da 100 a 53, in sede di approvazione del bilancio di previsione 2015 l’amministrazione aveva scelto di mantenere il servizio nido con le sole unità lavorative comunali (13 puericultrici, 2 cuochi, 2 addetti alle pulizie) garantendo il servizio ad un massimo di 54 bambini». Insomma, spiega Filipponi, l’ipotesi di licenziare le cooperative era già realtà nel 2015 tanto che le maestre dovevano andarsene a dicembre. Invece, le puericultrici delle cooperative sono rimaste per tutto l’anno scolastico senza copertura in bilancio e i loro stipendi sono stati pagati con i soldi del fondo di solidarietà sociale (che dovevano invece essere distribuiti tra le fasce più deboli di cittadini).

«In virtù di ciò il Pd, in linea con le scelte intraprese nel 2015», ha proseguito Filipponi, «propone di mantenere il servizio garantito dalle sole maestranze comunali in una sola struttura con il fine di assicurare l’efficienza e la qualità del servizio erogato. Infatti mantenendo aperte due strutture si potrebbe incorrere facilmente in inefficienze legate alla fisiologica e naturale assenza di uno solo dei dipendenti dell’ente, come risulta dalla relazione redatta dal dirigente del settore. I risparmi derivanti dalla gestione di un’unica struttura sarebbero potuti essere investiti a garanzia dei servizi essenziali obbligatori previsti».

Margherita Totaro

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