I fedeli: «Sono troppi tre preti in 5 anni, chiediamo stabilità»

1 Agosto 2022

Proteste da Montepagano che è rimasto senza parroco Inoltre il palazzo della curia ha dei problemi al tetto

ROSETO. «Chiediamo stabilità per la nostra parrocchia. Dopo 40 anni di don Lorenzo e 38 anni di don Roberto, negli ultimi cinque anni si sono succeduti già due parroci, e ora deve arrivarne uno nuovo. Montepagano è importante, ha una storia e merita più considerazione». È l'appello di diversi cittadini paganesi al vescovo di Teramo Lorenzo Leuzzi, al quale chiedono un incontro per parlare di alcune problematiche che riguardano la parrocchia di Montepagano. C'è infatti il palazzo della curia che ha problemi sul tetto e che, attualmente, non è idoneo a ospitare preti. «Non sappiamo se sia un problema economico o meno», dice Giancarlo Rapagnà a nome di molti cittadini, «per sistemare il palazzo della curia. Sappiamo però che c’è un lascito, da parte della signora Angelini, donato a quattro parrocchie, ovvero Castellalto, Roseto nord, Roseto sud e, appunto, Montepagano, che comprende un vasto territorio come parrocchia».
Montepagano ha dato i natali a don Cesare Faiazza, segretario dell’Opera Famiglia dei discepoli in Vaticano, al frate Giovanni Ferri, attuale priore del santuario dello Splendore a Giulianova, a don Ennio Di Bonaventura, parroco dell’Annunziata di Giulianova, a un Pierangeli frate passionista e direttore del convento di Morrovalle, e altri. «La parrocchia di Montepagano ha una storia centenaria», continua Rapagnà, «una chiesa meravigliosa con un altare ligneo prezioso, e per questo meriterebbe una stabilità. Non ci possono essere tutti questi avvicendamenti di parroci in così poco tempo, e auspichiamo anche una visita del vescovo al nostro paese. Inoltre alcuni anni fa è stato portato via da Montepagano, senza informare la cittadinanza, l’archivio parrocchiale, che ora sta a Teramo».
A Montepagano c’è anche una confraternita, fondata nel 1545, che conta 80 iscritti. «È una confraternita molto attiva», dice Casimiro Marini, priore della confraternita, «che da sempre collabora con la parrocchia e con i vari sacerdoti che si sono qui succeduti. Anche noi chiediamo più considerazione e stabilità».
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