I genitori dicono no allo smembramento della scuola Schiazza

Roseto, chiesta una soluzione immediata del problema della puzza: «Altrimenti, tutti gli alunni in un altro plesso»
ROSETO. «Una soluzione immediata, ragionevole e stabile dei problemi». Tornano a chiederla i genitori degli alunni che frequentano il plesso scolastico “Maria Schiazza” di via Veronese, alle prese da sette mesi con una misteriosa puzza, di cui non si riesce a capire l’origine nonostante le ripetute analisi effettuate dalle autorità sanitarie competenti. L’ultima delle quali risale a venerdì scorso e, in attesa dell’esito, il Comune ha deciso di spostare in un’altra struttura scolastica anche la quarta A cioè l’aula dove si è ripetuto il fenomeno del cattivo odore.
Tutto questo dopo che già a partire dall’inizio dell’anno scolastico due classi sono state trasferite in via precauzionale nel plesso di via D’Annunzio sempre per il medesimo problema. Adesso, quindi, i genitori chiedono all’amministrazione comunale di «limitare il disagio alla popolazione scolastica e alle rispettive famiglie» e di raggiungere «soluzioni partecipate e condivise, in ogni caso risolutive della questione».
Punto di partenza per ottenere tali risultati sarebbe quello di evitare «eventuali decisioni di trasferimento temporaneo o di ulteriore smembramento del plesso» come invece sembrerebbe intenzionato a fare il Comune.
«Riteniamo», si legge ancora nella lettera dei genitori indirizzata all’amministrazione comunale e, per conoscenza, anche alla dirigenza scolastica, «nonostante i disagi patiti negli ultimi anni, quali turnazioni pomeridiane, svolgimento delle lezioni in corridoi e palestra, spostamenti dapprima nella struttura di via Milli e successivamente nella struttura di via D’Annunzio, di poter sacrificare ancora per qualche giorno il diritto all’istruzione dei nostri figli, a fronte di una soluzione immediata, ragionevole e stabile dei problemi».
Una presa di posizione netta, in attesa che giovedì si riunisca il tavolo tecnico tra Comune, Asl e Arta. «Ci auguriamo che, all’esito degli attesi lavori del tavolo tecnico», prosegue la lettera, «il plesso Maria Schiazza possa essere ritenuto dalle competenti autorità idoneo e utilizzabile per l’intera popolazione scolastica. In caso contrario, ovvero di risultanze negative dei lavori del tavolo, chiediamo sin da ora che l’intera popolazione scolastica venga spostata in altro edificio idoneo, dal punto di vista strutturale e dal punto di vista dell’allestimento didattico, con conseguente avvertenza, che a fronte di decisioni diverse che possano ulteriormente compromettere il diritto allo studio e all’integrazione scolastica dei nostri figli, agiremo in tutte le forme consentite dalla legge». Per chiedere una soluzione definitiva del problema nei giorni scorsi i genitori hanno dato vita a una manifestazione di protesta facendo entrare i figli in classe un’ora dopo.
Federico Centola
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