I gioiellieri rapinati vogliono chiudere

Lo sfogo di Angarano dopo l’aggressione alla moglie: «Abbiamo subìto 12 colpi in 48 anni di attività, ora basta»
ROSETO. «Non è più possibile lavorare in queste condizioni. Molto probabilmente, chiuderemo l'attività. È una decisione inevitabile dopo che in 48 anni di attività abbiamo subito 12 rapine». Reagisce così, a 24 ore dalla violenta rapina nella sua gioielleria, Armando Angarano, il marito della donna malmenata dai malviventi e colpita con un taser.
L’uomo ieri mattina era regolarmente a lavoro, ma tanta è la rabbia. Mentre le indagini degli agenti del commissariato di polizia di Atri, diretti dal vicequestore Ester Fratello, vanno avanti con l’acquisizione delle prime immagini delle telecamere di videosorveglianza, quelle della gioielleria e anche delle attività limitrofe, che potrebbero rivelare elementi utili per un primo identikit dei rapinatori a viso scoperto, l’amarezza dei titolari è tanta.
Non è la prima rapina subita dalla gioielleria Angarano, aperta dal 1971. «In questi 48 anni di attività si sono verificate ben 12 rapine», precisa il gioielliere rosetano, «a questo punto credo ci abbiano preso di mira». Una delle più eclatanti avvenne nei primi anni ’80, con un bottino di circa 770 milioni delle vecchie lire. «In quel periodo stavo cambiando la cassaforte e mi riportavo i gioielli a casa perché non mi sentivo sicuro a lasciarli in gioielleria e con me avevo anche la pistola, spiega Angarano, «ma i malviventi furono molto veloci e portarono via tantissimi gioielli e orologi. Le altre rapine sono avvenute, più o meno, ogni tre anni. Non ce la facciamo più».
Nella gioielleria c’è anche il “nebbiogeno antifurto”, che si attiva premendo un bottone sotto al bancone della gioielleria, ma la titolare non ha avuto neanche il tempo di girarsi. «Da quello che mi ha raccontato mia moglie», continua Angarano, «all’inizio i tre malviventi sembravano tre normali clienti. Infatti uno di loro, appena uscita la cliente che già era all’interno della gioielleria, ha chiesto a mia moglie di vedere un orologio. Lei gli ha detto di attendere un attimo, poi si è girata e lo stesso malvivente l’ha colpita violentemente alle spalle, per poi stordirla con un apparecchio elettronico».
Attualmente la moglie di Angarano, la 71enne Iva Bucciarelli, è costretta a stare a letto a causa di una costola rotta, con 25 giorni di prognosi: la donna dopo essere stata malmenata dai tre rapinatori si è accasciata per il dolore mentre i malviventi hanno svuotato la cassaforte aperta e le hanno preso anche del contante dal portafoglio, circa tremila euro. Il bottino complessivo sfiora 40mila euro. L’arma usata per stordire la donna però non è un Taser ma una stun gun (storditore): in Europa, infatti, il Taser è venduto solo alle forze dell’ordine e non ai singoli cittadini. Il Taser, inoltre, non è ancora in vendita in Italia e, quando lo sarà, sarà disponibile solo per la polizia, i carabinieri e la Finanza.
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