I giovani: per lavorare è basilare lo studio

Questionario sull’occupazione, rispondono gli studenti di Saffo e Crocetti-Cerulli. 46 su 98 pensano il loro futuro all’estero
ROSETO. Pensano che la scuola non prepari a sufficienza per il mondo del lavoro, che lo studio sia utile ma la laurea non dia più le garanzie di un tempo. E molti sono convinti che dovranno andare all’estero per trovare lavoro. E’ la sintesi del pensiero di 98 studenti del liceo Saffo di Roseto e dell’istituto “Crocetti-Cerulli” di Giulianova a cui ieri è stato somministrato un questionario nell’ambito di un incontro organizzato dalla Cisl, e dedicato proprio ai giovani, su “Il lavoro che cambia. Riflessioni e proposte per un nuovo 1° maggio”.
E dell’incontro, che si è svolto al teatro dell’oratorio Piamarta a Roseto, sono stati protagonisti proprio i ragazzi che hanno raccontato la propria visione di quel che troveranno una volta fuori delle superiori e di che cosa la scuola può fare di più.
Fra i due istituti la visione dei ragazzi è leggermente differente. Per gli studenti del liceo lo studio e in particolare l’università sono importanti per trovare un lavoro soddisfacente (46 contro 16). Non così per quelli dell’istituto tecnico giuliese in cui prevalgono, anche se di poco, i no (17 contro 13 favorevoli). «Oggi chiunque non abbia un titolo di studio abbastanza alto non riesce a trovare lavoro facilmente. Lo trovo giusto e allo stesso tempo ingiusto: il lavoro non rende intelligenti», commenta una studentessa del Saffo. Un’altra però osserva: «La laurea non è più una garanzia. Preferisco dedicarmi a un’attività di volontariato che mi darà vere soddisfazioni».
Per entrambi gli istituti la scuola dovrebbe prepararli in modo diverso: netta soprattutto la valutazione al Saffo dove 36 studenti ritengono che la scuola non fornisca competenze per l’ingresso nel mondo del lavoro (26 i si).
Diversa anche la visione del proprio futuro lavorativo: al “Cerulli-Crocetti” la maggioranza lo vede collegato alle nuove tecnologie (23 su 7). Si dividono equamente i ragazzi del Saffo. Così anche per la necessità di “espatriare”, al Saffo. Ma non all’istituto tecnico giuliese dove i più pensano di restare in Italia (18 contro 12).
A fare in quadro di quella che è la realtà del lavoro sono stati il segretario generale della Cisl teramana, Fabio Benintendi, il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura, l’assessore del Comune di Roseto Luciana Di Bartolomeo, il presidente di Federalberghi Abruzzo e Confcommercio Teramo Giammarco Giovannelli e Giammaria De Paulis, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Abruzzo. Albano Ferri, rappresentante Cisl nella Selta ha parlato della situazione della fabbrica in crisi ed Elda Naideni dell’Anolf Cisl ha portato una testimonianza sull’integrazione degli immigrati. Massimo Di Giacopo, docente del “Crocetti Cerulli” ha approfondito luci e ombre dell’alternanza scuola-lavoro e la dirigente scolastica del Saffo, Elisabetta Di Gregorio, ha concluso i lavori.
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