I giudici ridanno il servizio scuolabus alla famiglia “ribelle”

Tortoreto, il Consiglio di Stato ordina al Comune di trasportare l’alunno a cui il mezzo era stato negato
TORTORETO. Il regolamento sugli scuolabus di Tortoreto è a rischio: il Consiglio di Stato ha riscritto il pronunciamento del Tar e ordinato al Comune di provvedere al trasporto scolastico di uno studente di Salino, a cui era stato negato in virtù delle nuove norme introdotte. Al termine dell’udienza sul ricorso in appello presentato dalla famiglia, infatti, i giudici hanno accolto la domanda cautelare di sospensiva in attesa di una discussione nel merito della questione e di una sentenza che potrebbe portare anche ad un annullamento del regolamento stesso, oltre che della nota con cui il municipio ha negato lo scuolabus al minore.
Il testo normativo è stato approvato ad aprile scorso dall’amministrazione Piccioni con lo scopo di riorganizzare il sistema degli scuolabus ed eliminare la settima linea del trasporto non prevista dalla convenzione di appalto, che costringeva l’ente a maggiori spese e lo esponeva al rischio di ricorsi legali. Il regolamento fissa in particolare un vincolo territoriale: per godere del servizio di trasporto scolastico, gli studenti che abitano a ovest della A14 (quindi anche a Salino) devono essere iscritti alle scuole del centro storico, quelli ad est alle scuole del Lido. Criterio, questo, non accettato dalla famiglia di Salino, che vuole invece garantire la continuità didattica al figlio, visto che ha già frequentato per tre anni le scuole del Lido.
Spiega l’avvocato Valeriano Migliorati: «I miei assistiti hanno contestato questo criterio, intanto perché comporta un raddoppio dei tempi e chilometri di percorrenza, con un aggravio di costi e rischi; e in secondo luogo in quanto si traduce in un condizionamento della libertà dei genitori quanto all’istruzione dei propri figli. I genitori, che sono lavoratori a tempo pieno, si sono visti costretti ad avviare il contenzioso dopo aver più volte invitato il Comune a rivedere la propria decisione».
Il Tar a dicembre aveva rigettato la richiesta di istanza cautelare viste le criticità a cui sarebbe andato incontro il Comune nel dover provvedere a mezzi e personale. Il Consiglio di Stato, invece, ha ribaltato le priorità, ordinando al Comune di provvedere al servizio, al fine di evitare un danno «grave e irreparabile» all’istruzione del minore.
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