I giuristi: scelta con forti dubbi, la Regione deve rivederla

14 Gennaio 2024

ROSETO. «La decisione del consiglio regionale suscita più di una perplessità di ordine giuridico». Lo afferma un comitato di giuristi sul taglio della riserva del Borsacchio per effetto di un...

ROSETO. «La decisione del consiglio regionale suscita più di una perplessità di ordine giuridico». Lo afferma un comitato di giuristi sul taglio della riserva del Borsacchio per effetto di un emendamento alla legge di bilancio. «Nell’invitare a riconsiderare la problematica e auspicabilmente e a valutare percorsi alternativi e legittimi» i firmatari del documento parlano di un «pericoloso precedente» e auspicano che si avvii «una iniziativa di riflessione e discussione scientifica». La richiesta è sottoscritta da Giampiero Di Plinio, rettore dell’università telematica Leonardo da Vinci, e da docenti di atenei abruzzesi e di fuori regione. La prima criticità riguarda «le modalità e le tempistiche quanto meno discutibili adottate dalla maggioranza consiliare», che appaiono «prive delle garanzie minime di trasparenza e democraticità». Poi «la decisione del consiglio di limitare l'estensione della riserva costituisce un atto unilaterale, che la Regione ha assunto in carenza di un preventivo confronto con gli enti locali». La terza criticità riguarda «l'inserimento di una norma dagli effetti naturalistici all'interno della legge di stabilità, che ha invece natura finanziaria». Al quarto punto si legge che «il consiglio regionale con un solo emendamento notturno vanifica 18 anni di sforzi, anche economici, necessari alla redazione del Piano di assetto naturalistico (Pan) della riserva, che a gennaio 2024 sarebbe giunto ad approvazione». Secondo i giuristi, inoltre, «la riperimetrazione è costituzionalmente illegittima, in quanto contrasta con gli obblighi di tutela dell'ambiente».