«I marchi Tercas e Caripe resteranno»

Lo assicura il nuovo presidente Brancadoro: «Siamo qui per aiutare il territorio e per lo sviluppo delle due banche»
TERAMO. «Quello che mi aspetta è un percorso impegnativo: c’è da ricostruire in fretta, ma questo tipo di impegno fa parte del mio dna». Una prima chiacchierata informale con Gianluca Brancadoro, dall’altro ieri nuovo presidente della Tercas e della Caripe, dà subito il senso di quel “voltiamo pagina” che è lo slogan scelto dalla Banca Popolare di Bari (anche nella comunicazione pubblicitaria) per lanciare la nuova fase delle due banche abruzzesi. I cui marchi, nonostante i timori emersi in queste settimane, resteranno. Così almeno assicura il presidente: «I marchi Tercas e Caripe hanno un valore implicito, resteranno certamente».
Avvocato, docente di diritto commerciale all’università di Teramo, Brancadoro, napoletano di nascita, insegna da circa vent’anni all’ateneo teramano e questo rappresenta l’unico, labile legame formale col territori di due banche nei cui consigli di amministrazione non c’è un solo abruzzese. «Ma la territorialità si misura sul campo, dipende dall’azione concreta della banca», obietta il nuovo inquilino di corso San Giorgio, che promette per il nuovo corso «un’assoluta attenzione al territorio. Fare attività bancaria, come la intende la Popolare di Bari, non è un’attività standard, come potrebbe essere per le grandi banche nazionali: per loro aprire uno sportello qui o a Bolzano è la stessa cosa. Bari ha una grande attenzione al territorio e sarà così anche in Abruzzo: la territorialità è fondamentale per una banca di questo tipo. Rafforzeremo tutta la rete e daremo maggiore attenzione alla clientela».
Il che dovrebbe significare più sostegno ad imprese e famiglie, riaprendo i rubinetti del credito, ma c’è da arrestare, intanto, l’emorragia di correntisti che negli ultimi tempi hanno abbandonato la Tercas. «Questo è un fatto fisiologi quando c’è una situazione di crisi come quella che ha attraversato la Tercas: io ho da poco terminato il risanamento della Banca Popolare di Spoleto (dove è stato commissario di Bankitalia, ndr) e anche lì è accaduta la stessa cosa. Però adesso c’è il grande vantaggio che la Tercas è una delle banche più tranquille e solide del panorama italiano: grazie al lavoro del commissario Riccardo Sora è stata ripulita di tutto». Ripianata la voragine delle perdite e con la ricapitalizzazione della Popolare di Bari, aggiunta alla robusta iniezione di milioni del Fondo interbancario, la Tercas, osserva Brancadoro, può ripartire verso un nuovo sviluppo. «Certo, è lo sviluppo il nostro obiettivo, non siamo qui per fare attività conservativa». Ed è facile osservare che si tratta di un percorso obbligato per Bari dopo che ha acquisito una banca che vale il 40% del totale delle attività del gruppo: se le cose in Abruzzo dovessero andare male le due Casse potrebbero trascinare a fondo anche la capogruppo barese.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

