I medici di base: eravamo pronti a garantire le guardie turistiche

Il sindacato Fimmg: «Non ci siamo tirati indietro, semmai nessuno ci ha chiesto di svolgere il servizio: se lo avesse fatto per tempo ci saremmo organizzati. Auspichiamo che la Asl ci consideri di più»
TERAMO. Non sono stati i medici di base a tirarsi indietro, ma la Asl a ripensarci. Emerge una nuova versione sul caso delle guardie mediche turistiche, servizio che alcuni giorni fa l’azienda sanitaria aveva cancellato per l’estate in corso a causa dell’asserita impossibilità di trovare medici disponibili e che invece, in una nota inviata sabato, ha annunciato di ripristinare nella settimana che comincia oggi. A quanto pare le pressioni della politica e del comparto turistico sui vertici della Asl teramana sono state forti e si è deciso di prolungare i contratti a una parte dei medici delle Usca, le unità create per l’emergenza Covid e chiuse il 30 giugno scorso.
Nel frattempo il sindacato dei medici di base, la Fimmg, in una nota del segretario provinciale Valentina Antonacci chiarisce: «I medici di medicina generale non si sono mai tirati indietro di fronte all’esigenza di garantire assistenza ai turisti: prestare aiuto ai cittadini che si trovano occasionalmente al di fuori del nostro ambito di assistenza, infatti, rientra tra le voci dell’accordo collettivo nazionale che impegna ciascuno di noi. Nell’unica nota inviata dalla Asl il 30 giugno, peraltro, non ci è stato chiesto di prestare attività di “guardia turistica”, ma semplicemente comunicato che non sarebbe stato possibile attivare il servizio di assistenza ai turisti specificatamente dedicato. Nessun medico di famiglia ha mai comunicato in alcun modo la propria indisponibilità! Aggiungo che se la direzione generale della Asl ci avesse interpellato in tempo utile (ben sapendo che le attività delle Usca sarebbero verosimilmente cessate il 30 giugno e che quindi non sarebbe stato possibile garantire neanche il servizio di assistenza ai turisti), ci saremmo potuti organizzare, magari chiedendo sia ai medici di famiglia che a quelli di continuità assistenziale (ex guardia medica) di svolgere le ore in strutture possibilmente messe a disposizione dall’Asl stessa. In questo modo, avremmo semplificato ai turisti la ricerca del medico e, al contempo, non avremmo appesantito le attività svolte nei nostri ambulatori».
Insomma, la Fimmg lamenta una carenza di comunicazione. E così conclude: «Nel ribadire la nostra disponibilità a una piena collaborazione, auspichiamo che la direzione generale ci consideri davvero una risorsa e, come tali, meritevoli di essere interpellati nell’organizzazione di quei servizi che sono il nostro pane quotidiano».(d.v.)
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