I medici: «Guardiamo al futuro»

3 Ottobre 2021

Il sindacato Anaao: «Bene ha fatto la direzione generale della Asl ad avviare l’iter» 

TERAMO. E sul dibattito in corso sul nuovo ospedale interviene anche l’Anaao, uno dei sindacati dei medici. «La recente ripresa della discussione sulla costruzione del nuovo ospedale», dichiarano in una nota i medici Filippo Gianfelice, Gabriella Marini e Cosimo Napoletano, membri della delegazione che per conto dell’Anaao Teramo siede al tavolo del confronto sindacale con l’Asl di Teramo, «impone al nostro sindacato, che con i suoi 250 iscritti rappresenta oltre il 54% dei medici e dirigenti sanitari dell’azienda sanitaria teramana, di fare alcune precisazioni. È inevitabile pensare a un nuovo ospedale per Teramo. La recente pandemia ha evidenziato le criticità di strutture sanitarie, costruite per la maggior parte più di 60 anni fa, che si sono mostrate scarsamente flessibili e concettualmente superate, inoltre insicure sotto il profilo sismico e dei sistemi antincendio e con impianti obsoleti. Un tema su cui abbiamo fatto sentire la nostra voce già alcuni anni fa e con iniziative pubbliche. In linea con la moderna edilizia sanitaria, e per evitare di costruire un ospedale già vecchio, la struttura dovrà essere ecosostenibile, flessibile n ella risposta di cura, con possibilità di ampliare il numero di posti letto in caso di necessità». E ancora: «Dovrà inoltre consentire la separazione dei percorsi prevedendo adeguati spazi di attesa per consentire il distanziamento fisico in pronto soccorso e nelle aree dedicate alla diagnostica». Particolare attenzione ai collegamenti. «Un nuovo ospedale deve essere facilmente raggiungibile sia in auto sia con mezzi pubblici e disporre di ampi parcheggi con aree verdi circostanti», si legge ancora nella nota, «bene ha agito la direzione generale dell’Asl di Teramo ad avviare l’iter per la costruzione di un nuovo ospedale: inizialmente trovando i fondi per avviare l’opera, con una procedura certa e sicura; poi guardando a nuovi spazi di realizzazione, ben sapendo che la ristrutturazione del Mazzini avrebbe da un lato costi esagerati e dall’altro costringerebbe a realizzare un mega cantiere in prossimità di sale operatorie e reparti; infine comprendendo, come da noi auspicato già diversi anni fa, che il project financing in questo caso è uno strumento di finanziamento non ottimale a cui va preferito, come si sta facendo, l’accordo con la Cassa Depositi e Prestiti».
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