I negozianti: il cantiere sul corso deve ripartire

TERAMO. I commercianti teramani sono preoccupati dalla battuta d'arresto dei lavori sul corso, dovuta a un importante ritrovamento di resti di epoca romana. Un ritrovamento di portata eccezionale,...
TERAMO. I commercianti teramani sono preoccupati dalla battuta d'arresto dei lavori sul corso, dovuta a un importante ritrovamento di resti di epoca romana. Un ritrovamento di portata eccezionale, visto che secondo la Soprintendenza costituisce la prova scientifica del punto esatto in cui terminava la vecchia città romana, ma che adesso impensierisce i commercianti per i tempi necessari agli approfondimenti. Il noto libraio Antonio Topitti, a nome di tutti gli esercenti le cui attività si trovano in corrispondenza dei reperti di fronte alla sede centrale della Banca Tercas, ha scritto alla Soprintendenza e al sindaco Brucchi proprio per sollecitare tempi certi.
«I reperti archeologici hanno valenza culturale in merito alla memoria storica di ogni collettività, ma riteniamo che prima di tutto sia importante la sopravvivenza degli esseri umani», scrive Topitti nella nota evidenziando che l'attuale blocco dei lavori rischia di compromettere l'attività degli operatori già alle prese con un calo notevole del fatturato. La Soprintendenza intanto, sollecitata su eventuali sviluppi nello studio dei reperti, ha chiarito per bocca dell'ispettore Glauco Angeletti che in questi giorni non si è potuto procedere ad altri approfondimenti per via della pioggia. Gli scavi per analizzare entità ed estensione dei reperti riprenderanno subito, in concomitanza con il meteo sereno.
Topitti però chiede risposte certe alla Soprintendenza. «Chiediamo celerità ai dirigenti regionali della Soprintendenza i quali, nel recente passato, hanno già regalato alla città di Teramo, a spese della collettività, dei meravigliosi contrafforti in cemento armato che insistono sul teatro romano a seguito dell'incompleta demolizione del Palazzo Adamoli», scrive Topitti, «nulla proferiamo in merito a quante altre brutture siano state realizzate in vari spazi della città di Teramo, come piazza Sant'Anna e largo Madonna delle Grazie. Viste le esperienze passate ci auguriamo che a corso San Giorgio non si prosegua con gli stessi metodi e risultanze. A prescindere da commenti di merito sui lavori di manutenzione dei reperti archeologici, annunciamo tuttavia che i commercianti promotori di questo appello non resteranno impassibili in rapporto ai tempi biblici della Soprintendenza regionale».
Topitti rappresenta al sindaco che i lavori sono bloccati fin dal ritrovamento e ciò aggrava le economie degli esercenti che, con il naturale occultamento della visibilità e il ridimensionamento del passaggio pedonale, hanno sostanzialmente visto azzerato il loro fatturato.(m.d.t.)
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