I negozianti: «Non chiudete piazza della Libertà alle auto»

22 Maggio 2017

GIULIANOVA. I commercianti e gli esercenti del centro storico, in particolare quelli di piazza della Libertà, non hanno digerito la decisione assunta dal sindaco di emanare un’ordinanza per la...

GIULIANOVA. I commercianti e gli esercenti del centro storico, in particolare quelli di piazza della Libertà, non hanno digerito la decisione assunta dal sindaco di emanare un’ordinanza per la chiusura completa al traffico veicolare della piazza tutti i giorni della settimana durante il periodo estivo.
Gianni Mastrilli, titolare del Gran Caffè de’ Baroni, si è detto subito contrario ed ha iniziato a condurre un sondaggio coinvolgendo quasi tutte le attività presenti sulla piazza. «Mastromauro ancora una volta genera figli e figliastri», esordisce Mastrilli, «tenendo fuori tantissimi operatori ed inventa una singolare isola pedonale». Mastrilli sottolinea: «Tutti gli esercenti sono contrari alla chiusura a partire dalla farmacia Marcelli, per proseguire con la cartolibreria da Davide, le due parrucchiere, la macelleria Di Giampietro, la frutteria Verdi Sapori e altri ancora». E afferma che chiudere il rettangolo stradale del Belvedere, in salita ed in discesa, significherebbe penalizzare tutte le altre attività creando anche un grande caos di parcheggi. Mastrilli si appella a tutte le forze di maggioranza e di minoranza affinchè prevalga il buon senso giacchè il sindaco «non si è preoccupato degli interessi di tanti chiamati puntualmente a pagare le tasse». Mastrilli conclude il suo intervento con un sogno sulle manifestazioni: «Speriamo che la grande trasparenza sbandierata da Mastromauro porti a una equa distribuzione di serate nelle piazze della città. Si dimentica che da oltre due anni non viene programmata più una manifestazione in piazza Belvedere, se non da privati. Bisogna solo ringraziare i ragazzi di Attenti al Luppolo che si sono prodigati in questi anni, creando una delle più belle manifestazioni della provincia, nonostante i molti problemi creati anche dalla stessa amministrazione».
Non è escluso l’avvio di una raccolta di firme. Intanto diversi gruppi politici, anche di maggioranza, sono rimasti di sasso nell’apprendere la notizia della chiusura della piazza: «E’ un argomento molto delicato: occorrerebbe ragionare e confrontarsi prima di comunicare il provvedimento all’esterno. E’ molto importante», sottolineano alcuni consiglieri di maggioranza, «andava discusso nella sede deputata e semmai condivisa».
Alfonso Aloisi
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