I negozianti: «Rovinati dalle scelte del Comune»

Nel mirino delle associazioni di categoria la Ztl, il costo eccessivo dei parcheggi la Tari e l’abolizione dei bus navetta. Proposto un decalogo per il rilancio
TERAMO. Meno tasse, più parcheggi, regole chiare per l’accesso alla Ztl e iniziative per ripopolare il centro storico. I commercianti dettano al Comune la terapia contro la crisi in un documento firmato dai rappresentanti di Confcommercio, Confesercenti, Cna e centro commerciale naturale. La premessa è fortemente critica: i commercanti accusano il Comune di essere rimasto sordo alle richieste avanzate dalla categoria e di aver adottato una politica miope, priva di strategie e che ha spinto l'intero comportato verso il baratro.
«Le attività commerciali di Teramo», scrivono Giancarlo Da Rui (Confesercenti e centro commerciale naturale), Osvaldo Di Teodoro (Confcommercio), Dario Sfoglia (Confcommercio) e Franca Labrecciosa (Cna), «hanno visto drammaticamente diminuire le loro vendite in quanto sempre meno persone possono facilmente raggiungere la città per fare acquisti». Le cause di questa situazione vengono indicate in mancanza di parcheggi, chiusura prolungata dei varchi di accesso alla Ztl, proliferare di paletti che impediscono la sosta delle auto, delocalizzazione dal centro di uffici e università, nonché concorrenza da parte della grande distribuzione. Tra le scelte che avrebbero penalizzato le attività commerciali, i rappresentanti delle associazioni evidenziano anche la soppressione dei bus navetta gratuiti che attraversavano il centro e la poca chiarezza negli orari di carico e scarico merci.
Si tratta di errori che –affermano – derivano dalla sordità del Comune rispetto alle richieste degli operatori e a qualunque forma di concertazione. «L'amministrazione», tuonano i commercianti, «non ha mai avviato una politica e una programmazione che potesse favorire una ripresa economica della città». I rappresentanti delle associazioni di categoria lamentano la mancanza, registrata nel primo quinquennio di mandato del sindaco Maurizio Brucchi, di provvedimenti sul traffico, sulla tassazione, sul contenimento del prezzo degli affitti e sulla programmazione di eventi culturali che quanto meno frenassero la crisi. «Il settore non può più permettersi di continuare lungo tale sentiero d'indifferenza e incapacità amministrativa», evidenziano i commercianti, «il rischio è la chiusura della stragrande maggioranza delle attività commerciali e un grave indebolimento del tessuto economico». La sofferenza è tale, secondo i rappresentanti delle associazioni, che molti operatori del settore non riescono più a far fronte alle tasse, alle spese di affitto e ai costi del personale. «E' ora di non fare più chiacchiere", scandiscono i commercianti che chiedono l'istituzione di un tavolo di concertazione con il Comune nel quale affrontare i nove punti per il rilancio del settore e la rinascita economica della città. Le questioni da affrontare sono: programmazione di politiche culturali e sviluppo turistico; rivisitazione immediata del piano urbano del traffico, con piano parcheggio e carico e scarico; concertazione degli orari di apertura dei varchi della Ztl; individuazione di nuovi parcheggi gratuiti in zone limitrofe al centro; rivisitazione dei tributi, in particolare Tari e Cosap; ripristino delle fermate dei bus in centro; riqualificazione d'immobili fatiscenti nel cuore della città ; lotta ad abusivismo e accattonaggio; recupero di strutture obsolete. "No naccettiamopiù le promesse», concludono i commercianti, «è in ballo il futuro delle nostre attività e della nostra città».
Gennaro Della Monica
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