I “No triv”: il Pd dovrebbe tacere
«I vertici del partito hanno sempre sostenuto le estrazioni»
TERAMO. Il comitato abruzzese “Difesa beni comuni” zittisce il Pd provinciale sul permesso di ricerca idrocarburi “Colle dei Nidi”, annullato mercoledì dalla sentenza del Tar Lazio, ricordando ai Democratici teramani, che si sono associati con una nota alla soddisfazione dei tre Comuni proponenti il ricorso – Bellante, Campli e Mosciano – e dei vari movimenti “No triv”, che ad autorizzare, sostenere e difendere in più sedi il progetto sono stati i grandi vertici del partito a livello nazionale.
«La prima intesa della Regione Abruzzo fu rilasciata sotto Del Turco (giunta regionale di centrosinistra a forte presenza Pd, ndc). La Regione Marche, a guida Pd, ha rilasciato l'intesa e, non contenta, si è costituita contro i tre Comuni abruzzesi», si legge in una nota su Facebook a firma di Enrico Gagliano, presidente del comitato, che continua: «L'ex permesso “Colle dei Nidi” attua la Strategia energetica nazionale varata dal Governo Monti sostenuto dal Pd. L’Avvocatura dello Stato si è costituita in giudizio contro i tre Comuni abruzzesi con Enrico Letta presidente del Consiglio. Lo Sblocca Italia/Sblocca Trivelle è figlio di Renzi e del Pd».
Le stesse considerazioni, indirizzate al Pd nazionale e regionale, vengono ricordate anche dal Coordinamento nazionale “No triv”, che non manca di ringraziare «i tre sindaci del Pd (quelli che hanno proposto il ricorso al Tar, ndc) che hanno avuto il coraggio di muoversi in controtendenza rispetto alla linea nazionale». (c.d.g.)

