I pendolari: non riparte il treno più utile per Pescara
Protesta contro la Tua che gestisce il collegamento tramite l’ex Sangritana La corsa sospesa con il lockdown e non ancora ripresa parte alle 7,47
TERAMO. «Il treno più utilizzato della linea Teramo-Pescara non riparte». A denunciarlo è il comitato dei pendolari che quotidianamente devono raggiungere il capoluogo adriatico e utilizzano soprattutto il treno che parte alle 7,47. «Totalmente insensata», secondo i viaggiatori, è la scelta di non ripristinare, dopo la fine del lockdown per l’emergenza sanitaria che aveva comportato la necessaria riduzione dei collegamenti ferroviari, la corsa che «da Teramo permette di raggiungere Pescara nell’orario in cui tutte le attività lavorative aprono i battenti». Nel mirino della contestazione finisce la Tua che gestisce il trasporto pubblico su gomma e, tramite l’ex Sangritana, anche su rotaia. I pendolari lamentano in particolare la mancata riattivazione «del treno 23907, che anche con la nuova rimodulazione degli orari prevista a partire dal prossimo 31 maggio risulta ancora “soppresso per emergenza sanitaria”, costringendo tutti coloro che dal Teramano debbano raggiungere Pescara a prendere il treno che parte un’ora prima o ad utilizzare l’auto privata». Per il comitato si tratta di una scelta ancor più incomprensibile anche perché comporta costi sociali, economici e ambientali. «In un momento difficile per la vita di noi tutti, invece di agevolare il trasporto pubblico locale qualcuno, magari comodamente in smart working, ha deciso che il treno più utilizzato di quella tratta non debba viaggiare», sottolinea, «costringendo i pendolari all’ennesima prova di resilienza». Gli autori della protesta si chiedono dunque «se non sia il caso che Tua spa rifletta se continuare nella gestione di quella linea, o se non sia meglio lasciare direttamente a Trenitalia l’erogazione del servizi».
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