I pescatori: «Danni gravissimi dai prelievi di sabbia al largo»

14 Aprile 2022

MARTINSICURO. «L’estrazione della sabbia entro le tre miglia marine per utilizzarla per i ripascimenti crea un sacco di problemi sia all’ecosistema marino, in un momento di riproduzione, sia agli...

MARTINSICURO. «L’estrazione della sabbia entro le tre miglia marine per utilizzarla per i ripascimenti crea un sacco di problemi sia all’ecosistema marino, in un momento di riproduzione, sia agli operatori della piccola pesca e, quindi, all’economia di diverse famiglie della cittadina». Questo il grido di allarme lanciato da Franca Ferreri, presidente dell’associazione "Martin Pesca" che raggruppa gli operatori della piccola pesca dell’approdo di Martinsicuro e che da molti anni si lamenta dello stato di insabbiamento del bacino.
«Abbiamo notizie», continua Ferreri, «che il 21 aprile dovrebbe iniziare il dragaggio della sabbia da usare per i ripascimenti. Tutte le nostre richieste fatte alla Regione Abruzzo sono cadute nel vuoto, senza alcuna risposta. Abbiamo chiesto più volte di cambiare il metodo di estrazione della sabbia chiedendo di fare il dragaggio oltre le tre miglia o in alternativa di dragare la sabbia negli approdi o porti esistenti, in modo di avere due vantaggi: recuperare la sabbia e migliorare la funzionalità dei porti, visto che in diversi hanno problemi di insabbiamento». Questo tipo di lavoro è già stato fatto per alcuni anni anche nell’approdo truentino: la sabbia veniva dragata all’interno dell’approdo, ammassata in cumuli all’interno del perimetro del porticciolo, analizzata e poi spalmata nelle diverse zone del litorale della cittadina dove è ancora oggi forte l’erosione marina. «La Regione», continua Franca Ferreri, «dovrebbe ascoltare gli operatori del settore prima di prendere certe decisioni. Dovrebbe sentire chi ogni giorno lavora e vive con il mare. Facendo queste estrazioni si fanno danni sia all’ecosistema marino, distruggendo diverse specie di pesci che si stanno riproducendo, sia ai pescatori, che nella zona dove verrà fatta l’estrazione della sabbia hanno attrezzature, nasse e reti. Continuando con questo sistema si fa un doppio danno». Diversi personaggi politici ultimamente hanno fatto visita all’approdo incontrando i pescatori, il che si spiega con il fatto che siamo in campagna elettorale per le amministrative, ma i problemi degli operatori rimangono da anni invariati.
Sandro Di Stanislao
©RIPRODUZIONE RISERVATA.