I presepi viventi animano Montorio e Castellalto

2 Gennaio 2019

Nelle strade dei due centri storici centinaia di figuranti e migliaia di visitatori hanno assistito alle sacre rappresentazioni che si sono svolte domenica

TERAMO. Oltre 350 figuranti hanno animato domenica le vie del centro storico di Montorio per il primo presepe vivente organizzato dalla parrocchia di San Rocco. Alle 17 in punto si sono spente le luci dei luoghi più suggestivi e caratteristici del centro per dare inizio, con uno scroscio di applausi interminabile, alla sacra rappresentazione, allestita in poco meno di un mese dall’intero paese, bambini compresi, grazie alla tenacia del vice parroco don Paolo Di Domenico. È stato lui a lanciare l'idea del presepe, per ridare speranza a Montorio proprio nel centro storico ferito dal terremoto, «in modo da poter invogliare, quanti purtroppo hanno dovuto abbandonare il paese, a tornarci a vivere». E dalla Creazione ai profeti, passando per l'annunciazione dell'angelo a Maria, per la visitazione e poi l'araldo che proclama il censimento in Egitto, fino ad Erode, gli spettatori si muovevano per ammirare negli androni, nelle viuzze e negli scorci più caratteristici di Montorio i vari quadri biblici. In scena, lungo il sentiero che portava i pastori all'umile grotta, anche i mestieri di una volta accompagnati da poesie e canti popolari dialettali. E ieri sera sempre nel centro storico montoriese, c’è stata la replica del presepe, stavolta con protagonisti solo i bambini.
Sempre domenica scorsa, a Castellalto, più di quattromila persone hanno seguito la sesta edizione del presepe vivente nel borgo medievale. L’iniziativa, promossa dall’associazione culturale Castrum Vetus con il patrocinio del Comune, ha coinvolto circa 200 figuranti, tra cui alcuni rifugiati ospiti di un centro di accoglienza del territorio. Tutti insieme – cittadini, volontari e migranti – hanno preparato gli scenari con dovizia di particolari per riportare in vita la Betlemme di 2000 anni fa. A rendere ancora più suggestiva la rappresentazione della Natività c’era la rievocazione di antiche botteghe, usi, costumi e mestieri; come il mercante di spezie o di pelli, il fabbro o il pastore; oppure la lavorazione della lana, delle carni e dei formaggi; e tanto altro ancora. Tra i figuranti anche il sindaco Vincenzo Di Marco, l’ex assessore Vincenzo Gramenzi e l’assessore alla cultura Valeria Manelli. (c.d.l. e c.d.g.)
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