I problemi: zero servizi alle famiglie, stipendi bassi, età media alta
Al loro arrivo nel Teramano, racconta Giampiero Dozzi, «le grandi aziende della moda si sono stupite del fatto che non c'è un tessuto organizzato. Dicono: abbiamo rapporti con singole realtà, non con...
Al loro arrivo nel Teramano, racconta Giampiero Dozzi, «le grandi aziende della moda si sono stupite del fatto che non c'è un tessuto organizzato. Dicono: abbiamo rapporti con singole realtà, non con una rete. Insomma, qui non c'è un sistema e men che meno un’istituzione che si misuri con imprese e sindacati e discute per andare incontro alle esigenze sul piano dei servizi. È un problema ad esempio non avere uno straccio di servizi per le famiglie: le nostre imprese registrano percentuali in più di assenze rispetto ad altri contesti perché mancano asili nido, assistenza agli anziani e così via». Il sindacalista Cgil continua: «Altro punto dolente è la formazione. Abbiamo un invecchiamento marcato delle professionalità, l’età media è di 45-55 anni. O queste vengono rigenerate adesso con dei progetti, formazione in impresa o in laboratori, oppure le perderemo. I grandi marchi, però, si devono rendere conto che o fanno crescere i salari in modo adeguato, o i giovani non vorranno più lavorare nella moda. Gli stipendi sono ancora di 1.200-1.300 euro lordi, qualcosa deve cambiare nella cultura e nell'approccio alla contrattazione. Confindustria non può continuare a dire che problema è il costo del lavoro, con la perdita di potere d'acquisto che c'è stata, quando una borsa prodotta qui viene venduta a 5-6mila euro». (d.v.)

