I progettisti della villa comunale «La perizia è pronta da 20 giorni»

25 Settembre 2018

Parla uno dei tecnici incaricati della ristrutturazione: «L’abbiamo inviata in Comune il 5 settembre Noi siamo pronti, aspettiamo solo che dal municipio ci dicano quando possiamo ripartire»

ROSETO. «Noi la bozza della perizia di variante per la villa comunale l’abbiamo inviata il 5 settembre e siamo in attesa che il Comune ci comunichi quando possiamo riprendere i lavori». A dirlo è l’architetto Lorenzo Di Melchiorre, uno dei due progettisti dei lavori di ristrutturazione della villa comunale, nonché direttore dei lavori, ormai fermi da quattro mesi.
Dopo l’incontro in Regione del 10 agosto scorso, i due progettisti si sono messi subito al lavoro per preparare una seconda perizia di variante (dopo la prima del dicembre 2017 in seguito alla scoperta di un affresco) dovuta a dei lavori imprevisti. Il sindaco Sabatino Di Girolamo ha affermato che sta attendendo la perizia affinché possa far riprendere i lavori, perizia che però, come afferma Di Melchiorre, è già da venti giorni in Comune, nell’ufficio del dirigente ai lavori pubblici. «Noi siamo pronti a ripartire con i lavori», dice Di Melchiorre, «è un colpo al cuore vedere la villa chiusa e non poter fare nulla». La perizia è stata fatta in virtù dei tantissimi imprevisti trovati nella villa comunale, un edificio antico per cui negli anni non sono stati mai effettuati grandi interventi di ristrutturazione. «Gli imprevisti purtroppo non abbiamo potuto prevederli prima», precisa Di Melchiorre, «e di conseguenza i lavori, che in teoria sarebbero dovuti durare circa un anno, oramai si sono allungati troppo». Di solito, quando si restaura un edificio molto antico in via preliminare si effettuano delle verifiche sullo stato dello stabile in modo da poter poi programmare i vari interventi. Con la villa comunale di Roseto, però, è andata diversamente. «Quando tu fai un progetto e non hai il cantiere aperto», spiega il direttore dei lavori, «si svolgono dei sondaggi e noi li abbiamo fatti. Per esempio il paramento murario, ossia la parte più esterna di un muro che può essere realizzata con materiali o decorazioni diverse applicate o ricavate dall’ intonaco o l'intonaco stesso, risultava buono. In corso d’opera, poi, quando si è tolto l’intonaco, ci siamo resi conto in realtà che il paramento murario era completamente disomogeneo».
E’ subentrata anche la problematica del tetto della villa e della terrazza, dove in caso di pioggia entrava acqua, e i progettisti ovviamente hanno previsto l’impermeabilizzazione. «Purtroppo però abbiamo notato che la maggior parte del solaio», aggiunge Di Melchiorre, «aveva i ferri arrugginiti e, di conseguenza, abbiamo dovuto togliere tutto il solaio e rifarlo completamente». Diversi sono stati, dunque, gli imprevisti, e ora sia i progettisti sia i cittadini sperano che i lavori possano riprendere al più presto affinché la villa comunale possa tornare finalmente a disposizione di tutti.
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