I ristoranti respirano «A San Valentino sono tornati i clienti»

16 Febbraio 2022

I titolari concordi: boccata d’ossigeno e segnale di speranza dopo mesi drammatici, ma lo stato di crisi permane

TERAMO. Ripartono i ristoranti a San Valentino: la festa degli innamorati ha rappresentato un primo passo verso l’agognata svolta per i pubblici esercizi, dopo un periodo di buio a cavallo fra Natale e Capodanno, caratterizzato da mille difficoltà legate alla pandemia, come carenza di personale e scarsa clientela. L’allentamento delle misure anti-Covid, ovvero lo stop all’utilizzo delle mascherine all’aperto e la significativa diminuzione dei contagi, hanno però contribuito a risvegliare nelle persone la voglia di uscire e di andare a pranzo o a cena fuori. I ristoratori del Teramano si dicono tutto sommato soddisfatti della risposta della clientela, fra le molteplici difficoltà che ancora affiggono il settore.
C’è stato anche chi ha optato per la chiusura, come Andrea Di Sante, co-titolare del Madre Natura di Teramo e gestore della country house San Pietro di Morro d’Oro: «Riguardo il Madre Natura, abbiamo scelto di rimanere chiusi nel giorno di San Valentino, perché non lo riteniamo adatto per questo genere di eventi; mentre a Morro d’Oro abbiamo ottenuto un ottimo riscontro in termini di presenze. Piano piano si sta ripartendo».
Francesco Santarelli, titolare del ristorante Il Bacucco d’Oro di Mutignano di Pineto, commenta così la serata di San Valentino: «È stato un bellissimo evento, le coppie che hanno partecipato alla cena dedicata sono rimaste soddisfatte. Non abbiamo neanche risentito della situazione legata al lunedì, che è un giorno feriale, quindi penalizzante per la nostra categoria». A Roseto invece si respira già aria di primavera: le temperature anomale hanno invogliato anche le famiglie a uscire e quindi ad andare a consumare i pasti fuori. Così Luca Foschi del ristorante Bollamare: «Non ci possiamo lamentare del riscontro ottenuto: a San Valentino abbiamo lavorato abbastanza, non soltanto con la fascia più giovane che è solita frequentare il nostro locale, ma anche con la clientela più adulta. Abbiamo quindi pareggiato le presenze: la gente esce più di prima, anche nel weekend lavoriamo piuttosto bene, anche se non ancora a pieno regime. Rispetto agli altri anni, però, siamo ancora sottotono».
Valerio Di Mattia, presidente dell’associazione Aria e titolare del Palmizio ad Alba Adriatica, commenta: «Lunedì si è lavorato a un regime medio alto: non abbiamo fatto il pienone, anche perché la clientela si è spalmata per tutto il weekend. Lo stato di crisi permane ed è aggravato dal calo del lavoro generalizzato e dall’esplosione dei costi dell’energia, che sta avendo ripercussioni su tutto il comparto; le festività come San Valentino ci forniscono solo un piccolo sussidio». Infine la testimonianza di Daniele Zunica dell’omonimo ristorante ed hotel situato a Civitella del Tronto: «A San Valentino abbiamo fatto fatica a raggiungere il pienone. Non è stato naturale rispetto agli altri anni, anche per il fatto che la ricorrenza è caduta di lunedì. Tutto sommato, però, è stato un evento soddisfacente visto che erano vuoti solo due tavoli: ha rappresentato un segnale fortissimo e di speranza per il ritorno alla normalità. Rispetto al periodo di Capodanno possiamo dire che c’è stata un’inversione di marcia».
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