I ristoranti si riorganizzano Di Mattia: con le scelte giuste usciremo migliori dalla crisi

Il presidente dell’associazione Aria lancia le sue proposte per il settore «Messi in sicurezza i conti, puntiamo sui turni nei pasti e sulla filiera corta»
ALBA ADRIATICA. «Primum vivere deinde philosophari». Valerio Di Mattia, ristoratore albense e presidente di Aria, Associazione ristoratori Abruzzo divide in due fasi il piano per la ripresa della ristorazione. «Percorrendo i passi giusti torneremo migliorati sotto il segno del comfort e della salute», osserva il presidente, indicando intanto una condizione: che tutta la categoria sia unita e che si parli di una ristorazione unica».
Nella prima fase considerando che la ristorazione «si avvia verso l’implosione a causa della chiusura attualmente sine die delle attività» si dovranno concentrare tutti gli sforzi per ottenere «dai decisori politici gli strumenti necessari per mettere l’intero settore su una zattera di salvataggio e traghettarlo in acque sicure». E’ stato già ottenuto – osserva – il decreto liquidità ora ci vuole quello sulla fiscalità, suggerendo, tutti uniti, «una serie di misure che possano salvarci in questa fase cruciale».
«Il secondo passaggio, conseguente al salvataggio dell’impresa, attiene al tema della socialità, del cosiddetto distanziamento sociale, sollevato sinora in maniera assolutamente erronea, privilegiando una narrazione negativa legata all’immagine di una sorta di “ospedalizzazione dei ristoranti”», precisa Di Mattia. L’obiettivo è ora il «miglioramento del comfort e dell’ospitalità, interpretando questa esigenza in maniera vantaggiosa». «Il distanziamento ci aiuterà a riorganizzare più razionalmente gli spazi e a rimodulare alcune importanti abitudini», aggiunge suggerendo che «potrebbe tornare utile l’offerta sui turni, dalle 19 alle 23, a seconda delle necessità dell’utente, come già avviene in gran parte del Nord Europa d in molte città italiane». E poi Di Mattia pensa a menù più mirati a «principi di qualità e di tipicità perpetuando e sviluppando il concetto dell’approvvigionamento di prossimità». Filiera corta e territorialità utili per limitare gli spostamenti ma anche per continuare nella formula di successo del turismo gastronomico, osserva il ristoratore.
Analisi condivisa, a nome di Confcommercio Federalberghi Teramo, dal presidente Giammarco Giovannelli, che parla della necessità di «una intelligente unità di intenti con tutte le realtà della filiera enogastronomica regionale». (a.f.)
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