I ristoratori: «Chi limita noi favorisce il caos in strada»

10 Maggio 2021

Di Mattia, presidente di Aria Food: «Gli assembramenti visti nei giorni scorsi ad Alba dipendono anche dal fatto che nei locali non si trova posto. La normativa è da cambiare»

ALBA ADRIATICA. «Le limitazioni alla ristorazione e ai locali favoriscono caos e assembramenti lungo le strade». Così Valerio Di Mattia, titolare del Palmizio di Alba Adriatica e presidente dell’associazione regionale della filiera della ristorazione Aria Food, commenta il pienone del ponte del primo maggio e la riapertura da zona gialla con tavoli solo all’esterno e coprifuoco, lanciando il suo monito per l’estate e per la movida serale. Spiega il ristoratore: «Nel fine settimana del primo maggio praticamente tutti i locali, o almeno quelli che hanno potuto riaprire perché dotati di spazio esterno, hanno fatto registrare il pienone e hanno dovuto rifiutare molte richieste di prenotazioni da parte dei clienti. Questo perché la capienza era fortemente ridotta e non bastava per le tante persone che volevano tornare a mangiare fuori, mostrando anche come il “delivery” a casa non abbia ancora superato la ristorazione e la voglia di socialità della gente. Il pienone e la scarsa capienza dei locali hanno però favorito situazioni caotiche lungo le strade e in spiaggia, con panchine invase dalle persone intente a consumare i pasti e assembramenti all’esterno dei locali della movida».
Di Mattia contesta le modalità dell’attuale zona gialla: «È necessario riscrivere e migliorare la normativa nazionale, che è carente e provoca non solo disparità tra i gestori di ristoranti e locali, ma anche disagi ai clienti e a tutto il territorio. Nei mesi scorsi noi abbiamo attrezzato i locali al chiuso per rispettare le norme dei protocolli anti-Covid, quindi l’accoglienza organizzata e in sicurezza delle persone che possiamo garantire nelle nostre attività è decisamente migliore e più opportuna dell’anarchia che si viene a creare lungo le strade se si limita la ristorazione negli orari e consentendo i tavoli solo all’aperto».
Il suo è anche un avvertimento alle amministrazioni comunali in vista dell’estate, soprattutto per Alba, che ha vissuto gravi problemi di gestione delle folle di giovani nella stagione turistica 2020. «In diverse località della costa», dice Di Mattia, «l’anno scorso si costringeva a chiudere i locali della movida troppo presto. Questo provocava il riversamento di migliaia di persone all’improvviso lungo le strade, con il caos e i relativi assembramenti, oltre alle scene da far west che tutti abbiamo visto. Auspico che quest’anno le istituzioni prendano decisioni diverse».
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