I ristoratori teramani furiosi con Slow Food «Ci ha cancellato»
Schillaci, a nome dell’associazione Art, attacca: «Nessuna segnalazione nelle guide, si crea un danno al territorio»
TERAMO. La cucina teramana è ignorata da anni da Slow food, l'associazione che promuove la cultura del cibo nel rispetto di ambiente, territori e tradizioni, e il "cuciniere" Marcello Schillaci (così ama definirsi lui stesso) non ci sta. Schillaci si fa portavoce dell'enogastronomia del territorio in qualità di presidente dell'Art, l'associazione dei ristoratori teramani dentro le mura, e critica l'estromissione della ristorazione cittadina dalle guide enogastronomiche Slow food realizzate negli ultimi anni. Il presidente dell'Art bacchetta i vertici della Condotta pretuziana di Teramo e chiede spiegazioni, perché questo silenzio perdurante sull'enogastronomia teramana non sarebbe solo uno smacco incomprensibile ma un danno per l'economia del territorio.
«Il turismo enogastronomico passa attraverso le guide di settore, per questo motivo non capiamo il motivo dell'estromissione della nostra cucina dalle guide Slow food. E non è accaduto solo quest'anno. Non è possibile che l'enogastronomia teramana, che ha una così lunga tradizione, venga costantemente ignorata dai vertici della Condotta pretuziana, ossia Marcella Cipriani ora e Giorgio Chiarini e Luigi Ponziani a capo della precedente gestione».
Schillaci non dimentica una vicenda legata alla realizzazione del piatto teramano per eccellenza, le virtù, in una sagra sulla costa. All'epoca i ristoratori teramani avevano alzato barricate rivendicando la paternità della ricetta. «In quell'occasione la vecchia gestione della condotta ci ha accusato addirittura di non sapere cucinare le virtù e la vicenda si è conclusa con una nostra denuncia in Procura», conclude irritato Schillaci.(e.m.)
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