I sindacati: «Serve più sicurezza sul lavoro»

8 Maggio 2021

TERAMO. In Italia si continuano a contare morti sul lavoro come 50 anni fa. Un dato drammatico che parla di tre "morti bianche" al giorno nel 2020, nonostante una generale diminuzione del 13% del...

TERAMO. In Italia si continuano a contare morti sul lavoro come 50 anni fa. Un dato drammatico che parla di tre "morti bianche" al giorno nel 2020, nonostante una generale diminuzione del 13% del numero complessivo degli infortuni. Una questione, quella della sicurezza sul lavoro, che interessa, secondo Fiom Cgil Fim Cisl e Uilm Uil, anche la provincia di Teramo, dove ultimamente un operaio ha perso la falange di una mano per una fotocellula difettosa in un macchinario, e che ieri ha portato i segretari provinciali delle tre categorie sindacali a manifestare in piazzetta del Sole per chiedere a gran voce che i fondi del Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza, vengano vincolati all'adozione da parte delle aziende di misure sulla sicurezza attraverso le tecnologie più avanzate e una corretta organizzazione del lavoro.
«In "Tempi Moderni" Charlot veniva inghiottito dagli ingranaggi», tuona Natascia Innamorati, della Fiom Cgil, «oggi, a distanza di 85 anni da quell'immagine, i Tempi Moderni continuano a ripetersi. Oggi le aziende investono sulla tecnologia ma la sicurezza resta fuori dagli investimenti, viene ritenuta solo un costo. C'è un altro dato inquietante: mentre scende il numero complessivo degli infortuni aumenta quello delle donne che ne subiscono. E questo anche perché le donne non vengono formate quanto gli uomini, in quanto ritenute meno spendibili. Non possiamo ricordarci degli infortuni sul lavoro solo quando a perdere la vita è una giovane donna e madre», conclude Innamorati, «perché queste donne sono innanzitutto lavoratrici che riportano il pane a casa». Il segretario della Uilm Gianluca Di Girolamo sottolinea: «Il lavoro deve ripartire dalla sicurezza, non è più tempo di proclami, non può contare solo la logica del profitto». Duro anche il segretario della Fim Cisl Marco Boccanera: «Sono anni che parliamo di morti bianche. Con la pandemia sono passate in secondo piano ma i lavoratori hanno continuato a morire. Tutti devono fare la propria parte e devono essere raddoppiate le sanzioni laddove non viene garantita la sicurezza».
Alessia Marconi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.