I sindaci a Marsilio: «Serve una stretta»

D’Alberto e Costantini invocano misure anti-contagio della Regione: «Le iniziative dei singoli Comuni sono inefficaci»
TERAMO. L’impennata degli ultimi giorni spaventa, e non poco. La fine della tregua, se mai ci fosse stata, è nei numeri dei contagi che irrompono e fanno temere. Con i sindaci in prima fila nel lanciare appelli continui al rispetto delle regole e che, assediati proprio dai numeri, annunciano ulteriori restrizioni come ha fatto il primo cittadino di Rocca Santa Maria dove ci sono dieci positivi su una popolazione di 800 residenti. E quando si parla di restrizioni il pensiero corre alle movide incontrollate, agli assembramenti fuori e dentro i locali. E per questo gli amministratori invocano una stretta dalla Regione.
Dice il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, nella doppia veste di presidente regionale dell’Anci: «L’ho già annunciato nel recente comitato ristretto dei sindaci e l’ho ribadito successivamente nel corso dell’incontro che c’è stato in prefettura. Serve un maggiore coordinamento con la Regione che ha in mano tutti i dati necessari per fare una valutazione sanitaria. Le iniziative dei singoli rischiano di essere inefficaci. Ribadisco: serve un coordinamento ed è necessario che ci sia un intervento della Regione sia sotto l’aspetto sanitario sia sotto quello delle misure da adottare». Proprio D’Alberto nei giorni scorsi ha chiesto maggiori controlli per la movida che sono scattati già in questo fine settimana ma senza sanzioni o provvedimenti di chiusura. «Ringrazio la prefettura per l’attenzione», aggiunge a questo proposito, «in questo ultimo fine settimana la vigilanza sicuramente non è mancata con tutte le forze dell’ordine impegnate su questo fronte. Ma devo dire che ho percepito una maggiore responsabilità da parte degli esercenti nel far rispettare le regole».
E il sindaco di Giulianova Jwan Costantini rincara la dose e annuncia che già nelle prossime ore si farà portavoce di una richiesta di incontro al presidente della giunta regionale Marco Marsilio. «I contagi aumentano», dice il primo cittadino giuliese, «e certamente i nuovi numeri impongono dei provvedimenti urgenti. Come amministrazione stiamo pensando a nuove restrizioni a cominciare da una chiusura anticipata dei locali. Ma è necessario un coordinamento con l’ente Regione e per questo chiederò un incontro con Marsilio facendomi portavoce di istanze che arrivano da molti colleghi. Purtroppo in questi mesi estivi tutti quanti noi ci siamo rilassati sul rispetto delle misure, ma credo sia necessario correre ai ripari prima che i numeri non siano più controllabili. Cominciando proprio dagli orari di chiusura dei locali».
E intanto da ieri la Asl ha blindato tutti gli ospedali vietando le visite ai ricoverati. Dice a questo proposito il direttore generale Maurizio Di Giosia: «C’è un alto numero di asintomatici e non possiamo individuarli come eventuali positivi, per questo dobbiamo salvaguardare la salute dei nostri degenti, del personale e degli stessi famigliari. Alla luce anche di altri casi tra il personale abbiamo deciso per una stretta». E aggiunge: «Oggi non c’è un lockdown e nella libertà dei comportamenti dovrebbe esserci il rispetto delle regole. Rivolgo a tutti l’appello a prestare la massima attenzione».
E in merito alla decisione di vietare le visite ai ricoverati l’azienda sanitaria specifica «che le “visite” interrotte sono esclusivamente quelle di parenti e amici ai pazienti ricoverati nei reparti di degenza e non già le visite specialistiche prenotate dagli utenti che, invece, saranno erogate normalmente, con le modalità previste per la limitazione di contagi da Covid-19».
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