I sindaci decidono: piano industriale al voto il 20 giugno

28 Maggio 2015

TERAMO. Piano industriale del Ruzzo: martedì pomeriggio si è svolta una riunione fra il presidente Antonio Forlini e i sindaci per parlare di alcuni aspetti organizzativi concernenti l’approvazione...

TERAMO. Piano industriale del Ruzzo: martedì pomeriggio si è svolta una riunione fra il presidente Antonio Forlini e i sindaci per parlare di alcuni aspetti organizzativi concernenti l’approvazione del piano. Alcuni sindaci porteranno la discussione in consiglio comunale prima dell'approvazione del piano, altri dopo. Altri ancora ritengono che non sia necessario un passaggio nell’assise civica. Comunque sia, ci si è aggiornati al 20 giugno, quando il piano sarà sottoposto ad approvazione, con la discussione delle osservazioni e degli atti di indirizzo.

«Così ci sarà tempo di fare eventuali passaggi in consiglio comunale e per condividere gli indirizzi, che poi saranno oggetto di modifica o discussione nell'assemblea», spiega Forlini, «così come l’Ato ha fatto le sue osservazioni, analogamente i Comuni faranno le loro». Un aspetto caldo, ad esempio, è costituito dai riferimenti normativi che obbligano le società partecipate a ridurre il costo delle spese di personale. Certo, fa notare Forlini, il piano in un primo periodo prevede investimenti, «ma nel medio periodo porterà a una riduzione costi», l’importante è arrivare a una situazione di equilibrio fra le esigenze inerenti ai conti e quelle inerenti alla qualità del servizio alla cittadinanza. Il piano prevede investimenti per circa 65 milioni nel prossimo quadriennio, gran parte dei quali destinati alla realizzazione del collettore per portare più acqua sulla costa. Per quanto riguarda il personale, l’azienda conta 248 dipendenti di cui 24 interinali, ma mancano le figure tecniche. Il piano industriale prevede un innalzamento a 296 unità entro il 2015 (+48 dipendenti tra stabilizzazione degli interinali e nuove unità) per poi scendere a 277 entro il 2017. La tariffa potrebbe aumentare di circa il 10%, tornando ai livelli del 2013. (a.f.)

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