I sindaci del Cirsu chiedono a D’Alfonso di gestire più rifiuti

«La Regione impedisca ai Comuni teramani di portare l’immondizia fuori, così faremo decollare Grasciano»
GIULIANOVA. I sindaci dei Comuni appartenenti al Cirsu chiedono alla Regione di consentire al consorzio di gestire un maggior quantitativo di rifiuti, e di svolgere un ruolo strategico non sono nella provincia di Teramo, ma nell'intero Abruzzo. La richiesta è stata fatta ieri dai primi cittadini di Giulianova, Mosciano, Bellante, Roseto, Morro d'Oro e Notaresco al presidente della Regione Luciano D'Alfonso, nel corso di una riunione svoltasi a Pescara.
L'incontro, la cui convocazione era stata richiesta dal sindaco Francesco Mastromauro alcune settimane fa, è servito per ribadire al governatore il peso che il Cirsu può giocare nella partita dei rifiuti del territorio abruzzese, non solo teramano. Il polo tecnologico di Grasciano rappresenta infatti l'unica discarica attiva nella provincia ed è interessato da un ambizioso piano di rilancio industriale che il Cirsu sta cercando di portare avanti, nonostante numerose difficoltà di carattere tecnico e giudiziario. Proprio per far decollare quello che Mastromauro ha definito l'unico centro pubblico in Abruzzo capace di trattare e stoccare un grosso quantitativo di immondizia, i sindaci hanno chiesto a D'Alfonso di intervenire modificando una delibera che permette di conferire i rifiuti teramani extra Ato, cioè al di fuori del proprio ambito territoriale di appartenenza. Insomma la nuova delibera dovrebbe precludere ai rifiuti teramani, dal 1° gennaio 2015, la possibilità di essere trasportati fuori dal territorio, per fare in modo che vengano lavorati a Grasciano.
«Abbiamo ricostruito una macchina che era stata privata del motore e aveva la carrozzeria tutta ammaccata», è la metafora usata da Mastromauro per il Cirsu, «ora abbiamo bisogno del carburante per ripartire», ovvero del flusso di rifiuti per consentire agli impianti di lavorare sempre di più ed incamerare maggiori introiti. «Quello del Cirsu è l'unico centro pubblico della regione che può accogliere centinaia di migliaia di metri cubi di rifiuti e lavorarli, inoltre potrebbe sopperire alle criticità della provincia di Pescara», conclude Mastromauro. D'Alfonso avrebbe accolto positivamente la proposta, garantendo l'intervento della Regione.
Sandro Petrongolo
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