I sindaci del cratere: «L’Abruzzo deve avere più del 10% dei fondi»

25 Settembre 2021

I componenti di “Unico Gran Sasso” lanciano l’allarme su Contratto di sviluppo e Pnrr: «Il Governo con questa ripartizione penalizza i nostri territori». Chiesto un tavolo tecnico con Marsilio e Legnini

TERAMO. Si è riunita giovedì al Parco della Scienza di Teramo la prima assemblea dei soci di “Unico Gran Sasso”, l’associazione temporanea di scopo che riunisce i Comuni del cratere sismico abruzzese 2016-17, registrando una folta affluenza (solo due centri mancavano all’appello), per esaminare principalmente lo stato dell’arte dei fondi Cis (contratto istituzionale di sviluppo) che il ministero per il Sud e la Coesione Sociale ha destinato a Unico e per nominare i membri della cabina di regia, organo associativo decisionale.
L’assemblea ha poi toccato argomenti focali per i Comuni del cratere e molte sono le istanze che sono emerse. Parlando dell’importanza dei fondi messi a disposizione dal Governo per programmi e progetti di rinascita e sviluppo territoriale, l’attenzione dei sindaci si è soffermata sull’inadeguatezza del tetto del 10% destinato ai comuni del cratere abruzzese, che di fatto – su 160 milioni messi a disposizione dal ministro Mara Carfagna – destina all’Abruzzo solo 16 milioni, secondo i sindaci «una ripartizione sproporzionata e ad oggi ingiustificata rispetto alle altre regioni finanziate dal Cis». Di fatto l’assemblea ha indicato come rischio prossimo e concreto quello che il governo segua lo stesso criterio del 10% anche per i fondi del Pnrr (piano nazionale di ripresa e resilienza) complementare, oltre un miliardo di euro destinato ai comuni del cratere del centro Italia, che così vedrebbe di fatto i comuni abruzzesi depauperati di risorse vitali per i territori.
Riguardo al Pnrr complementare, riservato ai comuni del cratere del centro Italia, che attualmente si riferisce a entrambi i crateri, quello del 2009 e quello del 2016, secondo i sindaci le risorse dovrebbero essere distinte tra l’uno e l’altro per non rischiare di procedere a un riparto che di fatto potrebbe sfavorire i piccoli comuni dell’entroterra abruzzese. L’assemblea ha inoltre ribadito come sia importante da parte del Governo specificare la possibilità per i Comuni del cratere di poter attingere alle risorse messe a disposizione sia dal Pnrr generale sia da quello complementare a loro dedicato.
In tema di Pnrr è stato affrontato anche il nodo delle grandi infrastrutture che, tutti i sindaci su questo sono d’accordo, non dovrebbero essere finanziate con questo Piano nazionale, ma sarebbe opportuno fossero realizzate direttamente dallo Stato con fondi dedicati, in modo da non intaccare sensibilmente quelle che sono economie importanti, anzi vitali, per la realizzazione di programmi di sviluppo con reali ricadute sui territori.
I sindaci hanno quindi deciso di chiedere una riunione del Tavolo Istituzionale sulla ricostruzione alla presenza del presidente della Regione Marco Marsilio e del commissario Giovanni Legnini e argomentare i principali punti nati in assemblea. Giuseppe D’Alonzo, presidente di Unico Gran Sasso, ha fatto sapere di aver già «inviato una lettera a entrambi chiedendo di riunire un tavolo tecnico che li veda presenti, finalizzato a superare le criticità emerse, per garantire le necessarie risorse per lo sviluppo di tutti i territori».
I componenti della cabina di regia, presieduta da D’Alonzo e costituita da cinque sindaci rappresentanti delle cinque aree territoriali dell’ associazione, sono: Luigi Servi, sindaco di Fano Adriano, per l’area Alto Vomano, Maurizio Pelosi, sindaco di Capitignano, per l’Alto Aterno, per la Valle Siciliana Rosanna De Antoniis sindaco di Castel Castagna, Cristina Di Pietro di Civitella per i Monti Gemelli e per la città capoluogo Gianguido D’Alberto, sindaco di Teramo.(red.te)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.