I sindaci del cratere pronti a manifestare

Intanto il presidente Marsilio annuncia l’approvazione di una legge regionale che si tradurrà in più personale per l’Usr
TERAMO. Nonostante le rassicurazioni arrivate in questi mesi il testo del decreto Sblocca cantieri in discussione al Senato è insufficiente a far partire la ricostruzione, non avendo raccolto le principali istanze arrivate dai territori. Un giudizio condiviso da tutti i sindaci del cratere, oltre che dal presidente della Regione Marco Marsilio, e che ha spinto i primi cittadini ad annunciare una forte mobilitazione.
Al termine del tavolo istituzionale in Provincia, convocato dallo stesso Marsilio per esaminare lo stato dell'arte del decreto, è infatti emerso come i sindaci stiano programmando tutta una serie di iniziative, anche eclatanti, che prenderanno il via lunedì, in vista della ripresa della discussione del decreto al Senato. «La soluzione non può più essere quella del garbo istituzionale», ha detto il sindaco di Crognaleto Giuseppe D’Alonzo. A confermare la volontà dei sindaci di manifestare il primo cittadino di Teramo Gianguido D’Alberto, che ha già preso contatti anche con i rappresentanti delle altre regioni del cratere del centro Italia con l’obiettivo di richiamare Governo e Parlamento alle proprie responsabilità. «Ci stiamo facendo promotori di tutta una serie di iniziative», ha spiegato D’Alberto, «perché questo testo è profondamente insoddisfacente. La palla in questo momento è in mano al Parlamento e i nostri rappresentanti devono assumersi le loro responsabilità».
Nel corso della riunione del comitato, alla quale l’unico parlamentare presente era la deputata del Pd Stefania Pezzopane, a esprimere preoccupazione per come la discussione in Senato sul decreto è stato lo stesso presidente Marsilio, per il quale le difficoltà emerse «fanno pensare che di fatto il testo vero uscirà dal Senato e la Camera potrà solo ratificarlo con un veloce voto di fiducia». Da qui la richiesta al Governo, a «tirare fuori gli emendamenti che aveva promesso». Intervenendo sull’emendamento che andrà in discussione martedì e che prevede l’attribuzione di 200 unità in più di personale da distribuire tra 139 Comuni e 4 uffici speciali per potenziarne l’organico Marsilio, nel giudicarlo insufficiente, ha annunciato di aver ottenuto la presentazione di un sub emendamento volto a raddoppiare la copertura di personale. Ma non solo. Perché il presidente ha annunciato come martedì il consiglio regionale approverà un progetto di legge per lasciare in capo alla Regione le spese attualmente sostenute dall’Usr per il pagamento dell’affitto dei locali e del personale regionale distaccato presso l’ufficio. Un risparmio che per l’Usr si tradurrà in 15 unità in più di personale, alle quali si aggiungono altri 7 tecnici arrivati grazie a una delibera regionale che ha autorizzato lo scorrimento di una graduatoria di protezione civile e altre 4 unità che arriveranno grazie all’agenzia di coesione su un progetto specifico per l’edilizia scolastica. Altre 10, infine, si spera arrivino con l’approvazione del decreto. «L’obiettivo», ha detto il direttore dell’Usr Vincenzo Rivera, «è di arrivare ad un organico di 70 unità entro ottobre».
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