I sindaci incontrano Lolli sulla sicurezza

Venerdì l’iniziativa indetta dalla Provincia, intanto scendono in campo Arco e Federconsumatori
TERAMO. Si susseguono le iniziative per discutere di quanto è accaduto e di quello che potrebbe accadere al sistema idrico teramano.
Oggi alle 10,30 nella sede del comitato di quartiere San Berardo, si terrà una conferenza stampa congiunta di Arco Consumatori Abruzzo e dell’associazione “Liberi cittadini cinque stelle”: sarà chiesta «un'indagine epidemiologica e la valutazione dei potenziali fattori di rischio cancerogeno nella provincia di Teramo,da inserire nel Registro dei tumori della regione Abruzzo».
Domani alle 12 altra conferenza stampa ma di Federconsumatori Teramo con il presidente nazionale Rosario Trefiletti. Fra i vari temi trattati i rischi di inquinamento idrico e il terremoto.
Infine l’assemblea dei sindaci (Assi) dell’Ente regionale per il servizio idrico integrato presieduta dal presidente della Provincia, è stata convocata per venerdì alle ore 10.
All’ordine del giorno le questioni aperte riguardanti la captazione delle sorgenti del Gran Sasso alla luce degli episodi verificatesi nei giorni scorsi e delle risultanze del tavolo tecnico aperto dalla Regione.
All’assemblea parteciperanno anche il vicepresidente della giunta regionale, Giovanni Lolli, e il presidente della Ruzzo Reti, Antonio Forlini. Sono stati invitati anche il direttore e il presidente dell’Ersi. «Vi è l’assoluta necessità di ricondurre negli ambiti istituzionali contemplati dalla legge e l’Assi ha funzioni di controllo e di indirizzo sul servizio idrico e i sindaci sono la massima autorità locale in fatto di tutela della salute pubblica dei cittadini» spiega il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino che aggiunge: «in questa sede analizzeremo i fatti accaduti e i sindaci verranno informati, con elementi certi e corretti, dei risultati dei tavolo tecnico regionale convocato da Lolli. Potremo cominciare a valutare quali sono gli interventi da adottare, nel breve e lungo periodo, per garantire l’assoluta e definitiva messa in sicurezza della captazione delle sorgenti del Gran Sasso. Infine vi è la necessità di porre all’attenzione di tutti i soggetti coinvolti la necessità di adottare le procedure della comunicazione di crisi, ampiamente codificate, in tutte le occasioni nelle quali si presentano dei rischi per la popolazione». (a.f.)
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