I sindaci: non c’è bisogno di un sottosegretario

24 Gennaio 2020

I Comuni del cratere abruzzese respingono l’ipotesi allo studio del governo «Vogliamo un commissario politicamente forte, non due figure in concorrenza»

TERAMO. No a un sottosegretario con delega alla ricostruzione del Centro Italia, sì a un commissario che sia politicamente forte e dunque, di fatto, anche un sottosegretario. È questa la posizione dei sindaci del cratere sismico abruzzese 2016-17, espressa al Centro dal primo cittadino teramano (nonché presidente regionale Anci) Gianguido D’Alberto, dopo che mercoledì a Roma la maggioranza di governo ha affrontato il tema terremoto in una riunione nella quale è emersa appunto l’ipotesi di affiancare al commissario alla ricostruzione che succederà a Piero Farabollini (scaduto il 31 dicembre) una figura politica riferibile al governo e con delega specifica.
«Abbiamo bisogno di un commissario politicamente forte», dice D’Alberto, «che stia a palazzo Chigi e sia di fatto un sottosegretario. Certo, se fotografiamo la situazione ad oggi, non abbiamo né l’uno né l’altro. Il governo si sta ponendo ora una questione che avrebbe già dovuto risolvere».
Dalle indiscrezioni trapelate da Roma s’intuisce che nel governo qualcuno pensa a un’unica figura, un sottosegretario che assorba le funzioni del commissario. D’Alberto ribadisce: «Noi preferiremmo un commissario, perché un sottosegretario è comunque vicino al governo e allineato alle sue posizioni. Un commissario, invece, sarebbe più autonomo e capace di battere i pugni sul tavolo se necessario».
E se ci fossero entrambi? «Se invece», risponde D’Alberto, «avessimo due figure, che fatalmente giocherebbero a difendere ciascuna il proprio operato, allora saremmo punto e a capo, è un deja-vu».
Una cosa è certa, i sindaci abruzzesi ribadiscono che bisogna fare in fretta. «C’è rammarico», conclude il presidente regionale Anci, «che si stia ancora discutendo perché si aspetta l’esito di queste benedette elezioni in Emilia».
Intanto, ieri, il consiglio regionale delle Marche ha approvato una risoluzione con la quale impegna il presidente a chiedere al governo, quale nuovo commissario alla ricostruzione, «una figura che sia di raccordo e di coordinamento, dotata delle necessarie capacità organizzative». Ha trovato condivisione la necessità di modificare e ampliare le prerogative del commissario, dandogli poteri straordinari per risolvere i problemi organizzativi e di gestione.
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