I terremotati chiedono a Conte una svolta

3 Settembre 2019

Il premier designato incontra i comitati delle regioni colpite e s’impegna sulla ricostruzione

TERAMO. Se Giuseppe Conte riuscirà a varare il nuovo governo, s’impegnerà ad accelerare la ricostruzione post-terremoto nel Centro Italia. Il premier designato, a chiusura delle consultazioni, ha incontrato ieri una delegazione di componenti dei comitati che rappresentano i terremotati delle quattro regioni colpite. «Il presidente Conte ci ha detto che se il governo va in porto ci sarà l'impegno alla ricostruzione materiale ed economica». Lo ha riferito Roberto Micheli, del coordinamento Terremoto Centro Italia, dopo l’incontro. «Incontrandoci Conte fa onore a tutte quelle persone impegnate in questi tre anni per sostenere le popolazioni colpite dal sisma», ha sottolineato. «Siamo soddisfatti», ha affermato Romolo Trenta, di Arquata del Tronto, «già quando lo abbiamo incontrato a Norcia, il premier aveva mostrato sensibilità. Usciamo da questo incontro con fiducia e speranza ma saremo sul campo, presenti e vigili». Francesco Di Biagio, altro componente della delegazione, ha riferito: «Conte ci ha rappresentato la sua insoddisfazione per lo stato dell'arte. Lo abbiamo apprezzato molto, anche se non dobbiamo fare processi ma guardare al futuro. Ci aspettiamo dal governo che verrà risposte in tempi brevissimi».
Intanto sulla questione terremoto, alla luce delle nuove scosse che hanno fatto tornare la paura, interviene con una nota la Coldiretti Abruzzo. «C’è paura soprattutto per l’economia e per il lavoro delle zone più interne dell’Abruzzo, dove si registrano ancora alcune difficoltà con il turismo e con i numeri delle vendite della produzione locale di agricoltori e allevatori», dice Emanuela Ripani, presidente di Coldiretti Teramo e allevatrice terremotata. E continua: «Molte aziende, soprattutto in provincia di Teramo, hanno chiuso i battenti impossibilitate ad andare avanti. Altre hanno invece rilanciato aprendo una fase di rinascita che però ha in sé tantissime difficoltà che vanno superate e sostenute da parte delle istituzioni nel breve periodo. L’allevamento e l’agriturismo sono i due settori maggiormente colpiti e scontano ancora la paura e l’incertezza. Basti pensare ai moltissimi turisti che, se una volta sceglievano la nostra regione, oggi ci pensano due volte. È necessario quindi», conclude Ripani, «lavorare con il supporto delle Istituzioni per rilanciare una regione dalle grandissime potenzialità. Oggi più che mai è necessario promuovere una nuova idea di Abruzzo».