«I tre dissidenti lascino i banchi di maggioranza»

La richiesta via sms dei gruppi fedeli a Brucchi al presidente del consiglio fa infuriare Micheli, Campana e Puglia: «Vogliamo disposizioni scritte»
TERAMO. La crisi in Comune non sarà stata finalizzata solo alla ridistribuzione del posti in giunta, ma di sicuro ha creato scompiglio nella collocazione dei gruppi in aula consiliare. Con un sms inviato al presidente del consiglio Milton Di Sabatino i capigruppo di maggioranza, non è chiaro se tutti o alcuni di loro, hanno chiesto l'allontanamento dai loro banchi dei dissidenti. Angelo Puglia e Guido Campana di "Al centro per Teramo" e Raimondo Micheli di Fdi-An, rei di non aver condiviso il "patto di prospettiva" sottoscritto dal sindaco Maurizio Brucchi e dagli alleati, dovrebbero insomma sloggiare al più presto dagli scranni che occupano ormai da sette anni. La loro giusta collocazione, secondo i capigruppo di maggioranza, sarebbe dall'altra parte dell'aula, dove ha posto l'opposizione, per marcare anche fisicamente la distanza dall'amministrazione che hanno abbandonato.
Ricevuta la sollecitazione, Di Sabatino ha tentato di gestirla in via informale. Ieri mattina, in apertura dei lavori della commissione affari generali convocata per avviare la procedura di modifica dello statuto, ha comunicato la richiesta dei capigruppo ai tre consiglieri invitandoli a cambiare collocazione. «Ci state cacciando ma qui ci sono anche i nostri voti», è stata la reazione istintiva di Campana, «è una vergogna». Il consigliere, in segno di protesta, si è piazzato con una sedia al centro dell'aula, a metà strada tra i banchi dell'opposizione e della maggioranza, prima di spostarsi nella zona riservata al pubblico da dove ha assistito alla prosecuzione dei lavori. Ne è nato anche un breve ma accesso scontro verbale, che ha coinvolto i tre dissidenti ed ex loro colleghi di coalizione tra cui Alfonso Di Sabatino Martina, al termine del quale però Puglia e Micheli sono rimasti al loro posto.
«Chi vuole mandarci via deve avere il coraggio di fare una richiesta scritta al presidente», ha evidenziato il consigliere di Fdi-An, «e di firmarla con nome e cognome». Secondo Micheli «è il presidente che deve assegnarmi il posto», Puglia è dello stesso avviso. «Non spetta a noi andarci a trovare una nuova collocazione», osserva, «ci vuole una disposizione scritta». Il capogruppo di "Al centro per Teramo", che fino a due anni fa è stato presidente del consiglio, ricorda che in situazioni simili capitate in passato nessun dissidente è stato allontanato dai banchi della maggioranza. Brucchi si è limitato a chiedere contezza dell'esistenza dell'sms, ma visibilmente infastidito non ha aggiunto altro.
Gennaro Della Monica
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