I vigili chiudono ristorante, il Tar lo riapre

Per la polizia locale c’è un abuso edilizio. I giudici sospendono la revoca della licenza fino all’udienza
TERAMO. La polizia locale di Teramo una settimana fa ha notificato la revoca della licenza a un noto ristorante del centro storico, La Cantina di Porta Romana, per una presunta violazione in ambito edilizio rilevata nel corso di un controllo eseguito nei mesi scorsi. Il provvedimento è stato immediatamente impugnato dal legale che assiste i titolari dell'attività, l'avvocato Eugenio Galassi, e ieri il Tar dell'Aquila ha accolto l'istanza ordinando la sospensione della misura. Così il ristorante ha potuto riaprire i battenti regolarmente in attesa dell'udienza dinanzi al tribunale amministrativo, che si esprimerà nel merito della sospensiva a fine aprile.
All’ordinanza di chiusura, e alla tempestiva riapertura disposta dai giudici, si è giunti in seguito a uno dei controlli svolti dalla polizia locale nei confronti dell'attività di corso Porta Romana. Il controllo risale ad alcuni mesi fa. Gli agenti in quella circostanza, all'esito di un sopralluogo, hanno contestato l'apertura di un varco fra la cucina del ristorante e una sala interna: una porta che, secondo i pubblici ufficiali, non doveva esserci. Da lì è scaturito l'avvio di un procedimento amministrativo che ha portato a decidere la revoca della licenza, notificata giovedì scorso, e quindi lo stop dell'attività di ristorazione.
La realizzazione di quella porta risale addirittura a diciotto anni fa e, secondo i titolari e secondo l'avvocato Galassi, era contemplata nelle licenze originali dell'epoca. Insomma, secondo il legale si sarebbe fatto tanto rumore per nulla e anzi Galassi parla di «vicenda deprimente perché deprime il grande impegno che questo storico ristorante profonde da anni per la promozione e la tutela della cucina locale, delle sue specialità e delle sue tradizioni», commenta l’avvocato. (v.m.)
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