I vongolari: «Senza aiuti spariremo»

12 Ottobre 2016

Da gennaio la categoria corre il rischio di perdere gli sgravi fiscali, il vice presidente del Cogevo Squeo lancia un appello

GIULIANOVA. Un grido d’allarme dai vongolari che rischiano di scomparire. E’ quello che lancia Walter Squeo, coordinatore regionale di Federpesca e vice presidente del Cogevo, il consorzio che racchiude la quasi totalità delle imbarcazioni dedite alla pesca dei molluschi. «Se continua così», sottolinea Squeo, «questo tipo di pesca finirà presto o comunque avrà vita difficile. Non ci sono più le condizioni per andare avanti». I vongolari, fermi ormai dalla fine di agosto, temono che dal primo gennaio 2017 potrebbero cessare gli sgravi fiscali e questo rappresenterebbe un vero e proprio colpo di grazia per la categoria. Sarebbe troppo alta la contribuzione da versare che si andrebbe a sommare, secondo gli addetti, alle numerose spese di gestione, tasse e carburante, senza contare le frequenti avarie all’apparato motore che rappresentano uscite di danaro da ammortizzare con gli incassi. Con le quantità di pescato sempre più in discesa, occorrerebbe compiere dei veri e propri salti mortali per far quadrare le singole economie. «A questo punto, l’unica via d’uscita», dice Squeo, «sarebbe quella di legare gli ormeggi alla banchina e dedicarsi ad altro, se possibile».

I marittimi lanciano un appello all’assessore regionale alla pesca Dino Pepe per ottenere quei rimborsi permanenti legati al danno subito per via della chiusura dello spazio nell’area marina protetta del Cerrano. «La provvidenza», aggiunge Squeo, «è stata già votata, ma è tutto fermo».

Altro punto nodale è il mancato riconoscimento della cassa integrazione per gli armatori imbarcati nonostante la convenzione stipulata in capitaneria. «Sono abusi belli e buoni che subiamo», incalza il vice presidente del Cogevo, «visto che siamo lavoratori ed armatori nelle stesso tempo». Secondo i pescatori ci sarebbe la volontà non dichiarata di far cessare la pesca in Abruzzo ed in Italia in tutti i settori. Intanto a Giulianova ed in tutti i porti regionali le vongolare sono ferme da oltre quaranta giorni senza percepire sussidi. Squeo è drastico: «La pesca sta morendo, la stanno azzerando». Da ultimo c’è la questione legata alla grandezza del pescato. A Bruxelles la misura è stata portata a 2.20 centimetri, mentre in Italia resiste ancora il vecchio standard di 2,50 centimetri, ma pare che la determina europea stia per essere recepita anche a Roma. Intanto, il fermo volontario continua ai fini della salvaguardia del prodotto e durerà, comunque, fino a quando l’istituto zooprofilattico, referente del Cogevo, non darà l’ok per il ritorno in mare. La flotta abruzzese delle vongolare è composta da oltre cento imbarcazioni di cui la metà nel porto di Giulianova. Indubbiamente, non è un bel momento per i pescatori e le loro famiglie che sperano di risolvere i problemi almeno prima di Natale.

Alfonso Aloisi

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