Iachini: ho fatto un regalo alla città

19 Ottobre 2024

L’imprenditore definisce così l’accordo con il Comune per la gestione del Bonolis

TERAMO. «Accettando di siglare un accordo con il Comune per la cessione della gestione sportiva del Bonolis ho fatto un regalo alla città». A dirlo è l'imprenditore Franco Iachini, che ieri ha tenuto l'ultima conferenza stampa da gestore della parte sportiva dello stadio. Un incontro con i giornalisti di oltre 40 minuti, nel quale Iachini ha voluto puntualizzare alcuni aspetti relativi all'intesa con il Comune, senza risparmiare stoccate alla politica, al presidente del Teramo Filippo Di Antonio e a una parte della tifoseria biancorossa.
GLI ASPETTI ECONOMICI. C'è la firma sulla determina per il pagamento dei due milioni di euro di anticipo dei 4,3 previsti per il passaggio nelle mani del Comune della gestione sportiva del Bonolis. L'iter si concluderà a breve e, salvo sorprese, tutto sarà definito per la gara del 10 novembre che il Teramo giocherà in casa contro la Civitanovese. «Abbiamo interpellato l'Agenzia delle entrate per capire se ai due milioni bisognerà aggiungere l'Iva. Nel frattempo», sottolinea Iachini, «il Comune può pagare comunque la cifra stabilita». Il Teramo sta usufruendo del Bonolis per tre partite (quella già giocata contro l'Ancona e le prossime contro Vigor Senigallia e Sora) dopo avere deciso di pagare, a rate, i 38mila euro di arretrati della scorsa stagione. A tal proposito Iachini evidenzia: «Se il presidente Di Antonio, invece di tirare la corda fino all'ultimo e cercare campi in giro per l'Abruzzo, avesse accettato di pagare subito questa somma, il Teramo avrebbe iniziato il campionato al Bonolis. Lo aspetto in tribunale per stabilire se i 38mila euro erano dovuti o no. Gli ho concesso di giocare queste tre partite a Piano d'Accio per non fare parlare la gente a sproposito. Lo stadio è sempre stato aperto e disponibile». Sull'accordo con il Comune Iachini puntualizza: «Se nei mesi scorsi l'arbitrato fosse andato avanti e la Soleia lo avesse vinto, il Comune avrebbe dovuto pagare 9 milioni e mezzo per la restituzione della concessione e chissà quanto tempo ci avrebbe messo. Lo stadio sarebbe rimasto chiuso per anni. Invece, accettando di arrivare a un accordo e rinunciando a somme ben più alte, ho fatto un regalo alla città. Per il Comune è un'operazione neutra, la struttura va immediatamente a reddito e si autoripaga. Il Bonolis ha dei costi ingenti, vedremo se ci sarà qualcuno in grado di partecipare al bando per gestire la parte sportiva. Io, di sicuro, non parteciperò. Dubito che l'attuale società calcistica possa accollarsi le spese necessarie. Vigilerò per evitare favoritismi al Teramo. Il sindaco lo sa. Chi vuole fare calcio deve tirare fuori i soldi. Io sono disponibile anche a cedere la parte commerciale e della gestione del periodo estivo».
LE STOCCATE. Sulla minoranza Iachini dice che «ad eccezione della consigliera Laura Angeloni non ha fatto una vera opposizione, sparando solo numeri a vanvera». Poi il mirino va sul consigliere di maggioranza Lanfranco Lancione (si è astenuto dal voto durante il consiglio comunale sullo stadio), che potrebbe essere querelato da Iachini per averlo definito «un baro». Stoccate anche per parte del tifo teramano e opinionisti «rancorosi», in particolare per il presidente del Club Biancorosso Giuseppe Bracalenti («pensasse a fare il presidente di un club di tifosi»). E, infine, critiche per il sindaco Gianguido D'Alberto, che sarebbe stato spinto a fare l'accordo sullo stadio perché «si è preoccupato dell'abbaiare di alcuni cani sciolti».
Gaetano Lombardino