Iachini vuole lasciare lo stadio: «Il Comune ostacola chi investe»

31 Dicembre 2021

L’ex presidente del Teramo Calcio deciso a cedere anche l’impianto che ha in concessione dall’ente «Sono stanco di attendere il piano economico, l’incapacità blocca un intervento da 10 milioni di euro»

TERAMO. «I tempi di questa amministrazione non coincidono con quelli degli imprenditori che vogliono contribuire allo sviluppo della città. Rinuncio al Pef, la concessione dello stadio Bonolis è in vendita»: così l'imprenditore Franco Iachini annuncia lo stop al dialogo col Comune sulla vicenda stadio.
Chiude la porta l’ex presidente del Teramo Calcio e amministratore della Soleia (società che gestisce lo stadio): del Piano economico finanziario non vuol più sentir parlare. È stanco di aspettare, è deluso dai tempi di un «consiglio comunale che di fatto gira le spalle a un imprenditore che vuole investire nel proprio territorio e che a questo punto andrà altrove», dice.
Il Pef relativo al Bonolis è approdato in consiglio a giugno: dopo un’accesa discussione, c’è stato un rinvio dettato dalla necessità di ottenere un parere dell’avvocatura su alcuni aspetti giuridici. «Da quel giorno la Soleia ha atteso inutilmente un passo avanti nel percorso burocratico, ma soltanto mercoledì pomeriggio, al mio rientro da Roma, esattamente un anno dopo la presentazione del Pef al Comune, ho ricevuto il famoso parere dell’Avvocatura che devo dire sinceramente, dopo averlo tanto aspettato, non ho ancora letto. L’ho girato ai miei legali», sottolinea Iachini, «la strada è tracciata e le strade della Soleia e del Comune in questa vicenda, molto probabilmente, si divideranno. Non escludo di adire le vie legali contro l’amministrazione per il riconoscimento del danno ricevuto da questi ritardi», aggiunge l’imprenditore che esprime un giudizio fortemente critico verso il sindaco Gianguido D’Alberto, la giunta e tutto consiglio comunale. Un affondo a suon di «immobilismo e incapacità amministrativa» frutto di una visione imprenditoriale che «punta a far crescere il territorio, con un investimento da 10 milioni e la creazione di posti di lavoro: una visione che non è stata evidentemente apprezzata. Ormai ne sono convinto, nonostante le numerose interlocuzioni: questa giunta, a parole, manifesta tantissime buone intenzioni, ma non fa nulla. A Teramo un imprenditore non può lavorare, questa è l’amara considerazione: ecco perché non c’è attrattività; ecco perché il dramma del terremoto ha accentuato lo spopolamento e la fuga altrove; ecco perché l’ultimo investimento, in quell’area, è stato il centro commerciale accanto al Bonolis. Da imprenditore non posso che condannare questo indecisionismo». Alla domanda se la scelta sia irreversibile l’imprenditore ha risposto: «Sì: è ovvio che in virtù dell’acquisto del 2019 la Soleia gestirà lo stadio per altri 15 anni, ma col freno a mano. Da subito la concessione dello stadio è a disposizione dì chiunque».
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