Iannetti: «Quegli impianti devono essere rimossi»

PIETRACAMELA. «Perché non sono aperti gli impianti di Prati di Tivo?». È la domanda che la guida alpina Pasquale Iannetti fa in una lettera ai presidenti di Regione, Provincia, Camera di commercio,...
PIETRACAMELA. «Perché non sono aperti gli impianti di Prati di Tivo?». È la domanda che la guida alpina Pasquale Iannetti fa in una lettera ai presidenti di Regione, Provincia, Camera di commercio, Asbuc di Pietracamela e Intermesoli, al liquidatore della Gran Sasso Teramano e ai sindaci di Pietracamela e Fano Adriano, sottoponendo loro «una questione di vitale importanza per il territorio che come amministratori dovete affrontare con urgenza».
Iannetti torna a parlare dello stallo del comprensorio del Gran Sasso dopo che a gennaio aveva inviato una missiva all’allora prefetto di Teramo Angelo de Prisco chiedendo la convocazione urgente di una conferenza di servizi sulla messa in sicurezza della stazione. «Abbiamo assistito all’inutile ricollocazione di nove dei 12 Obellx che tra qualche mese dovranno essere riportati a valle», scrive, «alle prove tecniche della loro attivazione senza che venisse azionata alcuna misura precauzionale del piano antivalanghe, all’inutile acquisto di tre nuovi Obellx per 330mila euro. Abbiamo visto cifre da capogiro per manutenzioni vere o fittizie, siamo rimasti sgomenti nel leggere la delibera della Provincia 207/2021 in cui si decide di acquistare altri cannoni e di illuminare i sentieri. Ma il presidente Di Bonaventura sa che la stazione di pompaggio è fuori uso? Che le tubature sono deteriorate e che il bacino della Sea non è più utilizzabile? Abbiamo assistito, infine, al balletto delle bollette dell’energia elettrica degli impianti: ma è vero che sono state fatte tutte le manutenzioni?».
Iannetti si riferisce, poi, alla concessione temporanea dei terreni dove insistono le attrezzature, data lo scorso 8 novembre dall’Asbuc di Pietracamela alla Gran Sasso Teramano (Gst). «L’Asbuc dovrebbe inviare una lettera di diffida ad adempiere alla Gst avvisando che se non si provvede alla riapertura immediata degli impianti si procederà alla revoca della concessione per inadempienza contrattuale», incalza, «e il sindaco di Pietracamela dovrebbe intraprendere un’azione di risarcimento per i danni e per l’immagine distorta che la località sta subendo: come parte lesa il Comune deve costituirsi in giudizio. Non avendo la Gst il titolo di concessionario, il Comune e l’Asbuc dovrebbero intimargli la rimozione delle due seggiovie e delle attrezzature e dovrebbero intimare alla Provincia di rimuovere la seggiocabinovia. E anche il sindaco di Fano dovrebbe diffidare e intimare alla Gst di rimuovere le seggiovie dell’Abetone, della Ginestra e portare via le attrezzature». Iannetti, in conclusione, propone di ripartire da zero. «Con degli investitori seri si potrebbe realizzare una seggiovia quadriposto in sostituzione della seggio-cabinovia, con una sola seggiovia a due posti coprire l’area attualmente occupata dalle due seggiovie e un tapis roulant al posto dello skilift baby», conclude, «in questo modo, in un paio di anni, si potrebbe rivedere il sereno con una società seria che gestisca gli impianti».(a.d.f.)
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