Ictus e aneurismi, arriva oggi Nevia Caputo

22 Novembre 2018

È il nuovo primario di radiologia. Test della Asl ai pazienti: pochi conoscono l’antibiotico-resistenza

TERAMO. Prende servizio oggi il nuovo primario di radiologia, Nevia Caputo. La radiologa, 66 anni, è stata a lungo dirigente della neuroradiologia e risonanza magnetica della Asl di Terni. Un nome di peso nel panorama scientifico, soprattutto nel campo della radiologia interventistica.
La mancanza di quest’ultimo servizio dopo l’addio del primario radiologo Vincenzo Di Egidio che si è trasferito a Pescara, è stata pesantemente avvertita alla Asl di Teramo. I vertici hanno tentato di tamponare la carenza di un servizio di radiologia interventistica – era rimastoun solo radiologo in grado di farla – con una convenzione con la Asl dell’Aquila, che ha mostrato tutti i suoi limiti nel caso del giovane politraumatizzato vittima di un incidente che per le sue gravi condizioni necessitava di un trattamento endovascolare appunto di un radiologo interventista ma non ha potuto affrontare il viaggio sino all’Aquila.
A questo punto la particolarità resta la delibera del 20 novembre in cui i vertici della Asl hanno deciso, nonostante l’arrivo imminente del nuovo primario, nome di spicco nella radiologia interventistica, di prorogare la convenzione con la Asl dell’Aquila fino al 31 dicembre. L’auspicio è che adesso per ictus e aneurismi non si debbano fare più viaggi della speranza all’Aquila.
Intanto la Asl diffonde i risultati di un sondaggio fra i pazienti in occasione della Giornata europea degli antibiotici. Domenica scorsa la Asl ha montato un gazebo in piazza, con lo slogan “Con l’influenza e il raffreddore niente antibiotici per favore”. Dal questionario distribuito ai passanti è risultato che «la popolazione non è abbastanza informata neanche sull’esistenza di un problema grave come quello affrontato, che si stima potrebbe arrivare a provocare 10 milioni di decessi l’anno nel 2050, se non si interviene subito con un cambiamento di rotta. Circa la metà degli intervistati, divisi tra maschi e femmine, non aveva mai sentito prima parlare di antibiotico resistenza, mentre chi aveva già avuto modo di conoscere il problema lo ha fatto soprattutto grazie a informazioni veicolate dai media o dal medico di famiglia. I due terzi degli intervistati inoltre dichiara di aver utilizzato l’antibiotico per combattere una patologia influenzale e in particolare placche alla gola, febbre alta, otite e in qualche caso dietro prescrizione medica come cura preventiva ad un possibile infezione batterica». Insomma, i teramani non hanno le idee chiare, perciò la Asl nei distribuirà negli ambulatori dei medici di base locandine e pieghevoli informativi. (a.f.)