Idra Q, la diplomazia italiana punta a spostare il processo
Secondo il parlamentare abruzzese Sottanelli l’obiettivo è portare il caso della nave sequestrata davanti all’Alta corte del Gambia dove ci sono anche giudici del Commonwealth britannico
MARTINSICURO. Portare il caso davanti a un altro tribunale, l’Alta corte del Gambia, per risolvere la difficile situazione del sequestro della nave Idra Q e ottenere il rilascio dei marittimi. E’ questa la nuova strategia della diplomazia italiana, secondo quanto riferito dal parlamentare abruzzese Giulio Sottanelli. «I nostri diplomatici», dichiara il deputato di Scelta civica, «sono a lavoro per ottenere al più presto il via libera per la ripartenza del peschereccio e in particolare per far sì che il procedimento che riguarda Massimo Liberati (il direttore di macchina della nave, ndr) venga trasferito di fronte all’Alta Corte, organo che mi auguro potrà accelerare l'iter per lo sblocco garantendo la massima imparzialità grazie alla presenza al suo interno anche di giudici del Commonwealth. Capisco il disagio e lo sconforto dell’equipaggio e in particolare di Massimo Liberati e Sandro De Simone che hanno già subito la dura esperienza dell’arresto in carcere, sono vicino a loro e alle loro famiglie e per quanto in mio potere continuo a monitorare la situazione e a confidare in una risoluzione a breve anche grazie al lavoro della diplomazia».
Una situazione che sembra si sia aggravata dagli ultimi avvenimenti. Ieri Liberati, da noi contattato, ha risposto con un messaggio laconico e sibillino: «Situazione molto delicata, no comment».
Mercoledì scorso Liberati si era dovuto presentare in tribunale per una nuova udienza. Terminata la seduta, per il motorista di San Benedetto del Tronto si erano riaperte le carceri della capitale Banjul, dove già era stato recluso a marzo per una settimana. Questo ha fatto ricadere nel pieno dello sconforto il marittimo. Meno male che la situazione si è sbloccata nel giro di due ore dopo di che Liberati è stato riportato in hotel. «Sono stato rimesso in prigione fortunatamente per solo due ore», commentava Liberati dopo essere uscito dal carcere, «nonostante già ci fosse una cauzione versata a suo tempo per la mia scarcerazione. Sono finito in un altro buco molto peggio di dove sono stato a marzo, per fortuna ora sono tornato in hotel ma probabilmente non potro tornare a casa per il momento». Intanto, il tempo passa e l’angoscia aumenta non solo nei tre nostri connazionali che si trovano a bordo della barca –oltre a Liberati e al capitano De Simone, è bloccato in Africa anche il nostromo Vincenzino Mora di Martinsicuro – ma anche per i familiari che aspettano da tre mesi il loro ritorno. La nave da pesca oceanica Idra Q era stata sequestrata dalle autorità gambiane per un presunta irregolarità nelle reti usate per la pesca, le cui maglie sarebbero più strette di un paio di millimetri rispetto alle norme.
Sandro Di Stanislao
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