«Ignorate le esigenze dei pedoni A Teramo si pensa solo alle auto»

TERAMO. Polemica del Wwf per la mancanza di un passaggio pedonale nel nuovo svincolo di Cartecchio, inaugurato pochi giorni fa dalle Ferrovie (che hanno redatto il progetto, finalizzato all’eliminazio...
TERAMO. Polemica del Wwf per la mancanza di un passaggio pedonale nel nuovo svincolo di Cartecchio, inaugurato pochi giorni fa dalle Ferrovie (che hanno redatto il progetto, finalizzato all’eliminazione di quattro passaggi a livello, e sostenuto i costi dell’opera) e dal Comune. «Mentre l’Unione Europea bacchetta l’Italia per gli elevati valori inquinanti nell’aria dovuti anche al traffico veicolare», si legge in una nota dell’associazione ambientalista, «mentre in tante parti del mondo si lavora su nuovi modelli di mobilità urbana; mentre tutti applaudiamo i giovani che scendono in piazza per chiedere impegni concreti contro l’innalzamento delle temperature e i cambiamenti climatici dovuti all’utilizzo delle fonti fossili… a Teramo inauguriamo il nuovo svincolo stradale di Cartecchio, con il necessario sottopasso ferroviario, pensato unicamente per le auto».
E chi vuole o deve raggiungere quei posti a piedi, chiede il Wwf? «Si metta pure l’animo in pace e aspetti». Nella nota il Wwf ipotizza che i progettisti avranno pensato che quello del passaggio pedonale non fosse un problema reale e non si accontentano delle rassicurazioni del Comune che ha promesso un nuovo sottopasso esclusivamente pedonale e ciclabile. Il problema, secondo l’associazione ambientalista, non è legato solo al nuovo svincolo di Cartecchio, ma a tutto il modo di intendre la “mobilità sostenibile”. «Non c’è un’idea di città che punti ad un reale sviluppo sostenibile», prosegue la nota, «che metta al centro la salute delle persone a iniziare dalle fasce più deboli come bambini e anziani, che disincentivi fortemente l’utilizzo delle auto private spingendo verso i mezzi pubblici, che renda facile andare a lavoro o a scuola in bici». Qualche tempo fa Teramo voleva diventare la “città del pedone e della bicicletta”: di quello slogan, osserva l’associazione ambientalista, «rimangono solo quattro bici arrugginite, un paio di progetti di ciclabili mai (o mal) realizzate e tante chiacchiere». Secondo il Wwf si dovrebbe avviare una riflessione pubblica da cui far emergere proposte concrete e credibili sula mobilità sostenibile. «Sarebbe ora», si legge ancora nella nota, «di lanciare un confronto aperto a tutti i cittadini, ai portatori di interessi (diretti, ma soprattutto diffusi) e agli amministratori per fissare da subito le azioni da fare affinché Teramo faccia la sua parte nella lotta ai cambiamenti climatici, dotandosi di strumenti pianificatori (a partire dal piano regolatore, il piano energetico, il piano della mobilità) basati su obiettivi di risparmio di risorse e di conservazione del capitale naturale del nostro territorio. Il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, intervenendo davanti ai ragazzi dello sciopero del clima del 15 marzo scorso, ha riconosciuto come giuste le richieste avanzate dalle nuove generazioni in quell’occasione di avviare azioni efficaci contro i cambiamenti climatici e di avviarle subito. Il sindaco D’Alberto oggi ricopre il ruolo giusto affinché anche a Teramo si possa provare tutti insieme a fare in modo che il momento sia veramente ora».

