«Il bando per la San Giuseppe va bloccato»

Appello di Cittadinanzattiva al sindaco: «Inutile spendere quattro milioni per una struttura vecchia»
TERAMO. «Il bando per il recupero della scuola San Giuseppe va ritirato». È la richiesta avanzata al Comune da “Cittadinanzattiva”. In una lettera aperta al sindaco Gianguido D’Alberto il presidente dell’associazione Mauro Chilante sollecita un ripensamento sulla procedura avviata grazie allo stanziamento di quattro milioni di euro da parte dell’Usr, l’ufficio speciale per la ricostruzione. Secondo lui quei soldi sarebbero meglio spesi se destinati alla costruzione di una nuova struttura che abbia tutti i crismi della sicurezza antisismica.
Tra le criticità strutturali, irrisolvibili con gli interventi pianificabili per quella zona in pieno centro, Cittadinanzattiva segnala «raggiungibilità difficile da parte dei mezzi di soccorso; vie di fuga che portano in stradine troppo strette per essere definite spazi calmi, con edifici adiacenti vetusti ed altrettanto a rischio; possibile luogo di raccolta nel prato del vecchio stadio comunale, raggiungibile solo facendo un percorso improbabile e comunque con la tettoia della tribuna, liberamente accessibile, già inagibile da anni». La San Giuseppe, per quanto rimessa a nuovo, non arriverebbe al grado ottimale di sicurezza. «L'intervento di solo miglioramento e non di adeguamento sismico», afferma Chilante, «comporta matematicamente che, poiché nelle nostre zone dell'Appennino centrale i terremoti si susseguono con cadenza di 6/10 anni, tra qualche anno potremmo ritrovarci di nuovo ad avere quella struttura inagibile avendo buttato a mare ben 3/4 milioni».
C’è però un rischio ancora maggiore. «Stiamo di nuovo progettando di esporre a serio rischio circa 220 bambini», sottolinea il presidente, «riportandoli in una struttura che non solo sarebbe fortemente vulnerabile, ma che, per dove è ubicata, non consentirebbe neppure un'evacuazione tranquilla». Se a questo si aggiunge il fatto che la San Giuseppe sarebbe comunque al di fuori degli standard formativi dettati dal ministero, l’idea di insistere sulla vecchia struttura sarebbe del tutto fallimentare. Per Cittadinanzattiva, dunque, i fondi disponibili sarebbero sufficienti per costruire una nuova e pienamente antisismica. «Presi in esame i costi medi di alcune realizzazioni degli ultimi due anni, dai 1.100 ai 1.450 euro al metro quadro, con tre milioni di euro potremmo realizzare, nella peggiore delle ipotesi, un edificio di 2.100 metri quadri per una popolazione stimata di 275 alunni». L’immobile risulterebbe così «rispettoso di tutte le normative antisismiche, con alta efficienza energetica, rispettoso degli standard normativi per l’offerta scolastica e degli spazi verdi, della viabilità per il raggiungimento in auto, della mobilità per il raggiungimento». Sarebbe dotato, inoltre, di «servizi pubblici e magari con percorsi ciclopedonali; con facile raggiungibilità da parte dei mezzi di soccorso in caso di evento disastroso; con una aspettativa di vita dell’edificio di almeno altri 50 anni e più, con basso livello di inquinamento acustico e ambientale, magari immerso nel verde».
Chilante traccia un identikit chiaro della zona più idonea ad accogliere la nuova scuola. «Un'area del genere esiste già dal 1974 nella programmazione urbanistica di questa città ed è quella, centrale, della D'Alessandro, dove pure la precedente amministrazione aveva apparentemente ipotizzato di costruire un polo scolastico, perché già a quello scopo destinata». A Cittadinanzattiva comunque non piace che la giunta abbia fatto già scelte significative sul riassetto delle scuole senza quel livello di partecipazione e di coinvolgimento della collettività che aveva prefigurato durante la campagna elettorale. Chilante, infatti, rileva che il tavolo consultivo con le associazioni sulla pianificazione degli interventi di pianificazione scolastica non è stato ancora attivato. Nel frattempo però l’amministrazione ha anche riportato due classi al primo piano della San Berardo, ancora parzialmente inagibile, con una decisione non apprezzata da CittadianzAttiva. (g.d.m.)
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