Il bar dell’ospedale resta aperto Arrivano i carabinieri al Mazzini

2 Gennaio 2020

Esposto del direttore generale della Asl alla procura: il gestore uscente non vuol riconsegnare il locale Di Giosia: «Oggi presenteremo un’integrazione, ci sono due sentenze che assegnano il servizio alla Pap»

TERAMO . Bar aperto, nonostante le disposizioni della Asl, ieri al Mazzini. Tutto questo nonostante un esposto alla Procura presentato il 31 dal direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia visto che la chiusura, prevista per quel giorno, non era avvenuta. E anche ieri l’esercizio è rimasto aperto. Il gestore uscente, la Basilisco srl che si occupa del bar del Mazzini ormai dal 2014, non ha voluto riconsegnare le chiavi in quanto ritiene di non aver avuto un congruo preavviso e poi perchè prevede di fare ricorso contro la sentenza del Consiglio di Stato che nei fatti assegna la gara d’appalto alla seconda classificata, la Pap di Sant’Atto.
«Nell’esposto», spiega Di Giosia, «abbiamo rappresentato che l'azienda ha un contratto che scade il 31 dicembre, e che non ha pagato 11 mesi di rate, pari a circa 330mila euro. E poi che ci sono due Sentenze che assegnano la gestione a un altro soggetto, sentenze che vanno rispettate. Non possiamo consentire che si faccia un esercizio abusivo nei locali della Asl. Domani (oggi per chi legge, ndr) visto che non hanno rispettato quanto da noi richiesto, faremo un altro esposto integrativo e vediamo che succederà». Intanto ieri mattina i carabinieri hanno fatto un sopralluogo in ospedale per verificare se il bar era aperto o meno.
«L'azienda non è nostra, è un ente pubblico: dobbiamo tutelare i suoi interessi non possiamo fare come ci pare», incalza Di Giosia, «ieri (l’altroieri per chi legge, ndr)era stabilita chiusura, l'8 gennaio alle 9 ci devono dare le chiavi (il locale va svuotato delle attrezzature di proprietà della Basilisco, ndr), il giorno dopo dobbiamo consegnarle alla Pap. Peraltro nell’appalto abbiamo inserito la clausola di salvaguardia, quindi i dipendenti sono tutelati e avranno il posto garantito».
La decisione della Asl deriva da una sentenza prima del Tar e poi del Consiglio di Stato che hanno dato ragione alla seconda classificata nella gara d’appalto espletata nel 2018, la Pap di Sant’Atto. In secondo grado, infatti, è stato rigettato sia il ricorso della Asl che quello della Basilisco. Così la Asl ha ottemperato a quanto disposto dai giudici, comunicando intorno a metà dicembre che la gestione è stata aggiudicata per i prossimi quattro anni alla Pap. La Basilisco ha però annunciato che non vuol cessare il servizio «in mancanza di congruo preavviso», ma anche perchè «presenterà ricorso al fine di ottenere la giusta conformità al giudicato e non avrà, all'esito, difficoltà ad adeguarsi alla decisione definitiva del giudice amministrativo».
Secondo i progetti della Asl l’ospedale rimarrà chiuso almeno un mese per lavori di ristrutturazione: peraltro è previsto dall’offerta presentata dalla Pap anche un servizio di tavola calda, per cui il bancone sarà prolungato. (a.f.)
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