Il bar dell’ospedale torna alla Asl Incerta la data di riapertura

TERAMO. Dopo una lunga diatriba con il gestore uscente la Asl è ufficialmente rientrata in possesso del bar dell'ospedale Mazzini. Il passaggio di consegne è avvenuto nel pomeriggio, dopo che la...
TERAMO. Dopo una lunga diatriba con il gestore uscente la Asl è ufficialmente rientrata in possesso del bar dell'ospedale Mazzini. Il passaggio di consegne è avvenuto nel pomeriggio, dopo che la struttura era stata chiusa al pubblico già nella giornata di giovedì. Il prossimo passo sarà valutare quando si potrà procedere a riaprire il bar, che la Asl spera di poter rendere nuovamente fruibile nel più breve tempo possibile. «Se non dovessero esserci problemi e si riuscisse a trovare un accordo complessivo potrebbe riaprire anche tra qualche giorno, nelle more dei lavori che dovranno essere realizzati», sottolinea il direttore generale Maurizio Di Giosia, «e questo sia per garantire il servizio all'utenza sia per tutelare al massimo i lavoratori. In caso contrario bisognerà attendere i tempi tecnici e passerà circa un mese, un mese e mezzo». Attualmente al bar dell'ospedale lavora una quindicina di dipendenti, tutelati nel cambio di gestione grazie alla clausola di salvaguardia inserita dalla Asl nell'appalto. La gara era stata aggiudicata alla società Basilisco srl, ma l’esito è stato ribaltato dal Tar, la cui sentenza è stata confermata anche dal Consiglio di Stato, che ha dichiarato vincitrice la Pap. Dopo il passaggio di consegne la Basilisco srl ha diffuso una nota a firma dell'amministratore unico Antonio Alati in cui ha rivolto un ringraziamento alla Pap e ai dirigenti dell'unità operativa acquisizione beni e servizi della Asl «per la serenità dimostrata nell'affrontare la questione relativa al passaggio delle consegne, dopo il totale fallimento dell'incontro in sede sindacale, in particolare assicurando, quali obiettivi sempre auspicati dalla scrivente Società Basilisco, quelli della continuità occupazionale e della interruzione del servizio bar presidio ospedaliero contenuta al minimo indispensabile».
Alessia Marconi
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