Il benzinaio aggredito è uscito dal coma
I medici della rianimazione hanno ridotto la sedazione, il 50enne di Mosciano reagisce agli stimoli
MOSCIANO. Gianfranco Pigliacampo si sta lentamente risvegliando. I medici del reparto di rianimazione hanno ridotto gradualmente la sedazione che teneva in coma indotto il benzinaio aggredito il 13 luglio nel distributore Ip di Cologna Spiaggia. Il 50enne di Mosciano, che nei giorni scorsi è stato anche sottoposto a tracheotomia, si sta dunque svegliando e pare risponda agli stimoli. Solo con il passare del tempo si potrà accertare se e quali conseguenze ha portato il grave trauma cranico riportato quando Pigliacampo ha ricevuto un pugno in piena faccia e ha perso l’equilibrio sbattendo la testa contro il cordolo del gabbiotto. I carabinieri hanno indagato per lesioni gravissime G.D.S., rosetano di 38 anni. Da quanto risulta dalle indagini svolte dai carabinieri, Pigliacampo aveva avuto una discussione con il figlio di G.D.S.. Il ragazzo aveva infatti chiesto al benzinaio di riempirgli una bombola di gpl, chiedendogli di scalare il dovuto da un presunto credito di 20 euro vantato dal padre nei confronti di Pigliacampo, che si era rifiutato di assecondarlo. A quel punto il ragazzo aveva chiamato il padre, che a sua volta aveva discusso telefonicamente con Pigliacampo per poi recarsi alla pompa di benzina e sferrare un pugno al benzinaio. A quel punto G.D.S. si era allontanato facendo perdere le proprie tracce, per poi recarsi in caserma alcune ore dopo accompagnato dal suo legale, l’avvocato Andrea Ciannavei, ed essere ascoltato dal pm Laura Colica. La famiglia del benzinaio, che ha ricoperto in passato anche la carica di presidente del Mosciano calcio, è assistita dall’avvocato Donatella Cordone e dal collega Vittorio Sabatini. I legali, tempo fa, in una nota sottolinearono come non risulti il debito di 20 euro nei confronti di G.D.S. e che Pigliacampo si sarebbe giustamente rifiutato di riempire la bombola del gas, come gli veniva richiesto dal figlio del rom che lo ha poi gravemente ferito, in quanto tale attività è assolutamente vietata. (a.f.)

