Il Braga trasloca nel campus di Colleparco

La sede dell’istituto musicale in piazza Verdi non è sicura e il presidente D’Amico dispone il trasferimento all’università
TERAMO. Il Braga dice addio alla sede storica di piazza Verdi. Subito dopo le vacanze pasquali studenti e personale si trasferiranno nel campus universitario di Coste Sant'Agostino. In teoria si tratta di un trasferimento provvisorio, dovuto a motivi di sicurezza, ma la messa a norma dell'antico monastero benedettino di San Giovanni, che da decenni ospita l'istituto musicale teramano, richiede costi ingenti e tempi tanto incerti da renderne imprevedibile la riapertura.
La sostanza è che tra circa una settimana il Braga smobiliterà, abbandonando la struttura nel cuore della città, per sistemarsi in collina. Il repentino cambio d'indirizzo, annunciato per lettera al sindaco Maurizio Brucchi dal rettore nonché presidente dell'istituto Luciano D'Amico, non è dovuto a un improvviso peggioramento delle condizioni di stabilità dell'edificio storico ma a una questione più di carattere burocratico da cui discendono comunque responsabilità molto concrete. L'ex monastero fu lesionato dal terremoto del 6 aprile 2009 e da tempo risulta parzialmente inagibile. Lo stato di precarietà dell'immobile, pur rappresentando un problema a cui il Comune che ne è proprietario e il consiglio di amministrazione dell'istituto hanno tentato di porre rimedio, finora non ha rappresentato un ostacolo al suo utilizzo per le attività didattiche degli oltre 400 iscritti. Di recente però, in adempimento di disposizioni normative, si è resa necessaria la nomina di un responsabile della sicurezza interna al Braga.
Uno dei primi atti del nuovo incaricato è stato quello di mettere per iscritto che l'edificio, considerate le condizioni strutturali, non è sicuro. Di conseguenza non può ospitare nessuno al proprio interno a meno che non si avviino, entro 15 giorni, lavori di risanamento che comporterebbero una spesa superiore ai due milioni di euro. Recepita la segnalazione, D'Amico si è immediatamente rivolto a Brucchi riassumendo in una lettera i termini della questione. Che l'amministrazione, con i tempi che corrono per la finanza locale, potesse mettere insieme la somma richiesta e per di più entro una scadenza così ravvicinata è un'ipotesi dell'irrealtà.
Così, non si è trovata soluzione migliore che quella di trasferire il Braga nel perimetro universitario di Coste Sant'Agostino. La decisione è stata ratificata ieri nel corso di un incontro tra D'Amico e Brucchi servito anche a confermare l'impegno, al momento privo di sbocchi concreti, nella ricerca dei fondi necessari per la ristrutturazione della sede storica di piazza Verdi. Oltre all'ex monastero, l'istituto lascerà anche casa Urbani, dove in epoca recente aveva stabilito una parte della propria attività didattica.
Questo secondo immobile è in condizioni decisamente migliori rispetto all'altro e avrebbe potuto continuare ad accogliere studenti e docenti. D'Amico e Brucchi, però, hanno ritenuto che il frazionamento delle attività tra Coste Sant'Agostino e piazza del Sole non fosse l'assetto ideale, preferendo dunque il trasferimento in blocco. Il sindaco parla di una scelta adottata "ob torto collo" di fronte all'insostenibile responsabilità che deriverebbe, soprattutto in capo a D'Amico, da un qualsiasi incidente tra le pareti dell'ex monastero. «Il centro storico perde una struttura storica e importante», osserva, «ma non si poteva fare diversamente». L'aspetto positivo è che, la coincidenza delle sedi, faciliterà i processi d'integrazione e collaborazione tra ateneo e Braga che D'Amico da sempre auspica in chiave di alta formazione.
Gennaro Della Monica
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