Il C Lab si apre agli studenti delle superiori

Università, a settembre un bando più ampio per partecipare al corso che insegna a fare impresa
TERAMO. Il Contamination Lab continua e si espande. Parte all’università di Teramo la seconda edizione del C Lab, che rientra in un’iniziativa nazionale promossa dal Miur e finanziata con 460mila euro per creare luoghi di impulso e di contaminazione volti alla formazione e apprendimento della cultura imprenditoriale.
Il 9-10 settembre sarà pubblicato il nuovo bando per partecipare, con importanti novità. «La valutazione delle domande, delle idee di business arrivate si terrà a ottobre e si avvierà a novembre il nuovo percorso del C Lab», spiega Christian Corsi, responsabile scientifico del progetto, «lo replicheremo, visto non tanto il successo che ha avuto la prima edizione, ma vista l'attenzione e le persone che ci hanno contattati. È aperto a tutti i laureati e laureandi dell'Abruzzo, ai dottorandi, dottori di ricerca e assegnisti della regione anche a tutti coloro che stanno facendo scuole di specializzazione e che hanno un’idea per fare impresa. La novità è che inseriremo da questa edizione cinque studenti delle scuole superiori in modo che inizino a parlare anche loro di come fare impresa e come fare startup».
Non solo: grazie a un'intesa siglata con il rettore di Camerino, il C Lab sarà aperto a tutti studenti, dottorandi, dottori di ricerca dell'università di Camerino. «Lì hanno diverse facoltà scientifiche», riprende Corsi, «e chi fa studi di hard-science ha una predisposizione all'innovazione e ai brevetti molto più forte. Secondo me il nostro territorio, confrontandosi con altri atenei fuori regione cresce e migliora: sono studenti che si contaminano fra loro. Credo che sia importante per un'università una cosa del genere».
E poi a settembre ci sarà un C Lab particolare: si terrà un'edizione speciale e concentrata destinata ai 12 dottorandi presenti all'università di Teramo del dottorato internazionale di Repeat. È un progetto, coordinato dalla docente Barbara Barboni e cofinanziato dall’Unione Europea e dalla Regione, che accoglie dottorandi nel food e nelle biotecnologie da ogni parte del mondo. «A settembre si terranno», spiega Corsi, «dieci giorni intensivi di formazione: il corso sarà calibrato sul loro programma di dottorato che riguarda il cibo, la salute, l’impatto della qualità del cibo sull’aspetto riproduttivo e sui disordini alimentari. Ci aggiungiamo la metodica del C Lab, cioè come fare impresa e startup su queste tematiche. L'obiettivo è di trasferire loro tutte quelle strategie necessarie affinchè le loro ricerche possano essere lanciate sul mercato. In questi anni stanno facendo un percorso di ricerca di altissimo profilo, il C Lab fornisce gli strumenti per sviluppare una start up, studiare il business model e quali sono i canali di vendita e le strategie più efficienti per entrare nel mercato di riferimento». (a.f.)
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