Il caldo record frena i saldi: le svendite non decollano

I commercianti: «La gente va al mare e in città ne circola veramente poca» Le associazioni: «C’è un crollo dei consumi a livello sia nazionale sia locale»
TERAMO. Partenza sottotono e prosecuzione a singhiozzo per i saldi estivi con timori degli addetti del settore. Quest’anno non c’è stato il maltempo di maggio e giugno dell'anno scorso a penalizzare l'acquisto di capi leggeri, ma ci ha pensato l’eccessivo caldo che a detta dei commercianti e delle associazioni di categoria è stato un fortissimo deterrente alla corsa all’affare.
«Le altissime temperature portano le persone a non uscire o a farlo nel tardo pomeriggio e questo ci sta penalizzando molto sulle vendite sotto saldi», ha spiegato Franca Labrecciosa, presidente del consorzio “Shopping in Teramo centro” e titolare di tre negozi di abbigliamento.
Ma le condizioni meteo non sono le uniche a disincentivare gli acquisti sotto “svendita” secondo Luciana Rapini, titolare di due negozi di abbigliamento: «Siamo partiti male e non c'è stata una grande affluenza nemmeno la prima settimana con gli sconti al 30%. Ora con il 50% va un po' meglio, ma una scontistica così alta già da luglio non permette di recuperare i costi». Rapini mette in luce la situazione in città: «Purtroppo a Teramo sono stati delocalizzati dal centro tanti uffici pubblici, quindi movimento e lavoro per noi e l’affluenza turistica è poca se non di gite giornaliere. La città è poco attrattiva e gli eventi concentrati in alcuni punti non portano benessere al nostro tipo di commercio. Dovrebbero esserci iniziative mirate».
Nemmeno la Coppa Interamnia ha generato quel qualcosa in più per certi tipi di attività, ma solo per quelli di somministazione di alimenti e bevande. Anche le associazioni di categoria evidenziano una situazione di stasi in città e sulla costa, una situazione legata alla congiuntura economica e alla flessione del turismo. «I saldi sono partiti in sordina e hanno un andamento altalenante», ha detto Gianluca Grimi di Confesercenti e Assoturismo Abruzzo, «purtroppo c’è un rallentamento della capacità di spesa della famiglie che pesa sui consumi. La flessione del turismo non è eccessiva sulla costa, ma vivendo per più dell’80% di turismo italiano riscontriamo la crisi delle famiglie e una diversa propensione alla spesa». L’aggressione al ceto medio e alla piccole e medie imprese dalla tassazione eccessiva è un problema per Giammarco Giovannelli di Confcommercio Teramo e Abruzzo: «C’è un crollo dei consumi a livello nazionale e locale e recuperare se si continua ad aggredire famiglie e piccole imprese che sostengono il circuito economico è dura. La mancanza di programmazione degli enti locali sul turismo è un altro problema perchè si pensa solo a fare feste, gli orari dei parcheggi a pagamento sono stati allungati, la tassa di soggiorno raddoppiata. Ci deve essere una sinergia tra pubblico e privato sulla qualità dei servizi». Ma l’allarme più grande è per gli acquisti online di cui la provincia detiene ancora il record regionale che fa levare un appello generale a tornare a comprare nei negozi.
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